La crisi USA-Iran e le cryptovalute – aggiornamenti
Due mesi dopo l’escalation USA-Iran, Bitcoin e le criptovalute non si sono confermate come safe haven.
Due mesi dopo l’escalation USA-Iran, Bitcoin e le criptovalute non si sono confermate come safe haven.
L’idea che “dietro le criptovalute non c’è niente” è un’affermazione riduttiva. Sebbene la fiducia giochi un ruolo fondamentale, essa è supportata da tecnologia e utilità reale. Bitcoin e altre criptovalute offrono innovazione e liquidità, segnando l’importanza crescente di questo mercato, nonostante la sua volatilità.
La Ethereum Virtual Machine (EVM) è il nucleo della blockchain Ethereum, abilitando operazioni come trasferimenti di ETH, creazione di NFT e votazioni in DAO. È una macchina Turing-complete e deterministica, sicura grazie all’isolamento e alla gestione del gas. L’EVM è fondamentale per lo sviluppo di applicazioni decentralizzate e innovazioni nel settore.
La crisi USA-Iran ha influenzato notevolmente il mercato delle cryptovalute, evidenziando la predominanza del Bitcoin come asset rischioso piuttosto che bene rifugio rispetto all’oro. Nonostante rimbalzi sincronizzati con i mercati tecnologici, le cryptovalute continuano a essere associate a investimenti ad alto rischio, non riuscendo a guadagnare un ruolo da safe-haven.
Il Genius Act promuove l’uso delle stablecoin, criptovalute ancorate a un valore reale, influenzando tre attori principali: gli emittenti come Tether, il governo USA e le blockchain come Ethereum. L’incremento della domanda di Ether, necessario per le transazioni, ha contribuito a un aumento del suo valore del 50% nell’ultimo mese.