La crisi USA-Iran e le cryptovalute – aggiornamenti
Due mesi dopo l’escalation USA-Iran, Bitcoin e le criptovalute non si sono confermate come safe haven.
Due mesi dopo l’escalation USA-Iran, Bitcoin e le criptovalute non si sono confermate come safe haven.
L’idea che “dietro le criptovalute non c’è niente” è un’affermazione riduttiva. Sebbene la fiducia giochi un ruolo fondamentale, essa è supportata da tecnologia e utilità reale. Bitcoin e altre criptovalute offrono innovazione e liquidità, segnando l’importanza crescente di questo mercato, nonostante la sua volatilità.
La crisi USA-Iran ha influenzato notevolmente il mercato delle cryptovalute, evidenziando la predominanza del Bitcoin come asset rischioso piuttosto che bene rifugio rispetto all’oro. Nonostante rimbalzi sincronizzati con i mercati tecnologici, le cryptovalute continuano a essere associate a investimenti ad alto rischio, non riuscendo a guadagnare un ruolo da safe-haven.
Il governo del Venezuela sta lentamente liberalizzando l’uso delle stablecoin in dollari, come Tether, per affrontare la crisi economica e l’inflazione elevata. Le restrizioni statunitensi limitano l’accesso ai mercati di valuta estera, spingendo le aziende a utilizzare criptovalute per le transazioni. Le vendite di criptovalute nel settore privato avrebbero raggiunto 119 milioni di dollari.