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Il Venezuela liberalizza (cautamente)  le stablecoin in dollari

Il Venezuela liberalizza (cautamente)  le stablecoin in dollari

Il Venezuela, stremato dal governo di Maduro, in preda ad una grave crisi economica e con una inflazione galoppante, che, seppure non più ai livelli iperinflattivi del 2018, viaggia pur sempre attorno ad un “rispettabile” 20-30% mensile, cerca soluzioni per sopravvivere.

In questo contesto, condito da uno stretto controllo sul cambio di valute estere (dollaro USA),  unitamente alle sanzioni USA che riducono l’accesso ai mercati valutari, è chiaro come la ricerca di una via di fuga per salvaguardare risparmi e capitali divenga prioritario.

Una via uscita pare essere costituita dalle stablecoin, con Tether, ancorata al dollaro, che fa la parte del leone.

Negli scorsi giorni, sono uscite diverse notizie sul tema, fra cui quella di Reuter che sintetizziamo qui di seguito

Il governo venezuelano sta lentamente consentendo l’uso di cryptovalute legate al dollaro negli scambi di valuta per il settore privato, hanno detto una dozzina di fonti, poiché le restrizioni statunitensi sulle esportazioni di petrolio riducono la valuta estera disponibile.

Le entrate petrolifere hanno subito un duro colpo negli ultimi mesi.

Sebbene il Dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti il mese scorso abbia emesso una nuova licenza limitata per Chevron, che le consente di esportare petrolio dopo una pausa di tre mesi, la licenza blocca qualsiasi pagamento al governo, riducendo la quantità di dollari disponibili per lo scambio.

In risposta, il governo venezuelano da giugno ha permesso l’uso di più USDT (Tether), il cui valore è ancorato al dollaro USA e progettato per mantenere un valore stabile, secondo fonti private e del settore finanziario, che hanno chiesto di rimanere anonime per paura di ripercussioni.

Le fonti hanno detto che un numero limitato di banche vende le cryptovalute, di solito USDT, ad alcune aziende in cambio di bolivar. Le aziende devono disporre di un portafoglio digitale approvato dalle autorità e ricevere lì il valore della transazione.

Le aziende sono quindi libere di vendere la cryptovaluta o di utilizzarla per pagare fornitori nazionali o internazionali.

Non ci sono dati ufficiali sulle vendite di cryptovalute, ma la società di analisi locale Ecoanalitica ha stimato che a luglio sono stati venduti al settore privato 119 milioni di dollari in cryptovalute.

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