Vai al contenuto

World: Anno 3, Fase 3 – cosa è cambiato (e cosa no) a tre anni dal lancio del progetto

Tre anni fa, a fine luglio 2023, nasceva Worldcoin. Oggi si chiama World, parla di “real human network” e ha appena annunciato l’ingresso nella Phase 3 del suo Simple Plan. Un annuncio ufficiale, un po’ di funding fresco e qualche partnership di peso. Vale la pena fermarsi un attimo e guardare cosa è davvero cambiato (e cosa, invece, è rimasto uguale).

Il 24 luglio 2026 World ha celebrato il terzo anniversario, entrando formalmente nella Phase 3: l’obiettivo dichiarato non è più solo costruire la rete, ma portare il proof of human ovunque serva – piattaforme consumer, enterprise e soprattutto agenti AI. Nello stesso giorno è arrivato un round da 52,5 milioni di dollari guidato da Pantera Capital (con Bain Capital Crypto e altri), realizzato tramite una token sale con lock-up (ossia impossibilità di vendita) di dodici mesi. I fondi serviranno per far crescere World ID verso usi aziendali e per distinguere umani da bot e deepfake. In parallelo, è scattato il taglio del 43% del tasso giornaliero di unlock di WLD coin: da circa 5,1 milioni a 2,9 milioni di token al giorno. Si tratta dei token destinati all’airdrop, ai gestori ORB e perlopiù agli altri attori della community, con un meccanismo che ricorda quello dell’ halving del Bitcoin. Il tutto dovrebbe portare a minori pressioni di vendita.

Sul fronte delle integrazioni le novità sono concrete. Tinder ha annunciato la verifica dei profili tramite World ID, Okta e Vercel puntano al cosiddetto “agentic web”, mentre Zoom e Docusign erano già in pista da mesi. World dichiara oggi oltre 39 milioni di utenti globali. Continua anche l’espansione fisica: flagship store a Londra (Oxford Street) e Monaco, mentre a Roma resta attivo il punto Orb di Via del Tritone. Le mini-app all’interno di World App sono centinaia e il messaggio è chiaro: proof of human deve diventare infrastruttura, non solo un’app con un token allegato.

Qui entriamo nel territorio più spinoso: il token. WLD continua a vivere una vita separata rispetto alla narrative del proof of human. Nonostante il taglio agli unlock e il nuovo funding, il prezzo resta compresso e l’offerta molto concentrata (come evidenziato anche dal recente filing Grayscale). Da giugno 2026 gli airdrop per i nuovi verificati sono stati chiusi: chi si è sottoposto all’Orb dopo il 1° giugno non riceve più le rate mensili di WLD. Chi invece aveva già un ciclo attivo può continuare a riscuotere fino alla fine dei dodici mesi previsti. È la fine, o almeno il ridimensionamento, di quello che un tempo veniva presentato come il “lato filantropico” del progetto. L’airdrop aveva funzionato da potente strumento di acquisizione utenti; adesso World sembra voler spostare il focus sulla utility di World ID e lasciare il token in secondo piano, o quantomeno in una fase di maggiore disciplina monetaria. Riuscirà WLD a trovare un ruolo più solido all’interno dell’ecosistema, oppure resterà soprattutto un asset speculativo legato alle sorti di Sam Altman e dell’AI narrative?

La questione privacy e biometria resta sul tavolo. L’iride scan continua a generare diffidenza, soprattutto in Europa, e le restrizioni normative non sono sparite per magia. La governance e la concentrazione dell’offerta di WLD alimentano ancora dubbi sulla reale decentralizzazione. E, come sempre, resta da dimostrare se l’execution riuscirà a tenere il passo della vision.

In sintesi, a tre anni dal lancio World ha guadagnato credibilità istituzionale, partnership reali e un posizionamento più chiaro nell’era dell’AI. Ha ridotto un po’ la pressione sul token e ha smesso di essere solo “il progetto dell’iride”. Non ha però risolto i nodi strutturali di privacy, utilità quotidiana del WLD e decentralizzazione. Phase 3 suona bene. Ora vedremo se riuscirà a diventare qualcosa di più di un annuncio ben confezionato.o di aggiornamento dei sistemi di sicurezza.


world orb

Per un commento