Airdrop, il lato filantropico del Web3
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Quante volte ci siamo sentiti dire dai nostri genitori, e a nostra volta abbiamo detto ai nostri figli, che nella vita nessuno (tranne mamma e papà) ti regala mai niente, tanto meno dei soldi..
Quindi, se c’è una cosa difficile da far comprendete a chi non è dentro i meccanismi del Web3 è cosa sia l’airdrop di cryptovalute.
Cos’è l’airdrop
Partire semplicisticamente spiegando che l’airdrop è un meccanismo per il quale basta solo chiedere dei soldi (cryptovalute) per riceverli è garanzia per ottenere prima sguardi di compassionevole stupore e poi rassegnato disinteresse.
Invece, se da un lato è proprio così, dall’altro vale anche quanto detto nelle prime righe. Nessuno ti regale mai niente, e se apparentemente lo fa è per uno scopo preciso. Oppure, citando una massima in voga nel mondo dell’internet evoluta, se non è chiaro qual è il prodotto, allora vuol dire che il prodotto sei tu.
In effetti, l’airdrop nel mondo Web3 è proprio un regalo (mirato) di cryptovalute. Ma, attenzione, come si può immaginare non è fatto con scopi benefici da coorti di tecno-benefattori. Le finalità sono molto meno filantropiche e mirano a costituire un potente strumento di marketing.
Per carità, l’airdrop ricorda nel senso generale precedenti proposte fatte provocatoriamente da illustri economisti mainstream, mica come gli attuali techno nerd. John Maynard Keynes proponeva ai governi di riempire bottiglie di banconote e seppellirle in vecchi miniere e lasciare la gente scavare per trovarle con il fine di stimolare l’economia. Il governatore della Fed Bernanke suggeriva (provocatoriamente) di gettare soldi dagli elicotteri per combattere la deflazione.
Nel Web3 si aggirano ben oltre 10k cryptovalute. Anche Metablog tempo fa ha mostrato come sia semplice crearne una.
Finalità dell’airdrop
Fatto salve le cryptovalute deliberatamente acchiapogonzi, che alla fine non sono nemmeno tantissime, tutte quante hanno un sottostante progetto con un senso compiuto. Ricordiamo ancora una volta (è un po’ di tempo che non lo facciamo) che, fatte salve alcune significative eccezioni (Bitcoin, Monero etc.), le cryptovalute servono innanzitutto a remunerare i servizi sulla blockchain.
Progetti che però si trovano tutti ad affrontare un problema abbastanza grosso in un mondo così affollato. Il primo è quello di farsi conoscere dai potenziali clienti/utilizzatori, distinguendosi dalla massa. Il secondo è quello di raggiungere una massa critica di utilizzatori che li faccia uscire da una fase embrionale per proiettarli nel redditizio empireo del Web3. Pochi, anzi pochissimi, ci sono riusciti. Consideriamo che oltre il 90% degli oltre 3T$ di capitalizzazione di mercato è fatto dalle prime 10 cryptovalute, con il Bitcoin ed Ether che da soli fanno il 70%.
E c’è identità di obiettivi fra sviluppatori e utilizzatori. Sì, perché di fatto si tratta di airdrop non certo milionari, anzi in molti casi si tratta di valori misurati in centesimi di dollaro. Ma allora perché tanti si affannano a partecipare agli airdrop se la remunerazione, pur ottenuta senza sforzi o costi, è così esigua? Chiaro, perché tutti in cuor loro sperano di partecipare ad una riedizione della festa Bitcoin. Sperano di aver in mano una cryptovaluta delle meraviglie che nel giro di poco tempo li faccia ricchi, con multipli di crescita nelle migliaia o anche più.
Tipi di airdrop
Quindi, la strada percorsa da molti è appunto quella di regalare cryptovalute con il meccanismo dell’airdrop, secondo differenti flavor realizzativi.
- Airdrop standard / di annuncio — basta possedere una determinata cryptovaluta (es. ETH, SOL, BNB) nel proprio wallet alla data dello snapshot per ricevere automaticamente i nuovi token.
- Airdrop per holder — simili ai precedenti, ma richiedono di detenere una quantità minima di token.
- Airdrop basati su compiti / bounty — gli utenti devono completare azioni semplici: seguire account sui social, entrare in Telegram/Discord, retwittare, creare contenuti, ecc.
- Airdrop retroattivi — i più preziosi — premiano gli utenti che hanno interagito precocemente con il protocollo (swap, liquidity providing, testnet, ecc.), anche mesi o anni dopo.
- Airdrop esclusivi — riservati a possessori di NFT, membri selezionati della community o utenti di alto valore.

