Intro
La privacy coin Zcash (ZEC) è nata nell’ottobre 2016 come una diretta derivazione del codice del Bitcoin, del quale ha mantenuto lo stesso tetto di 21 milioni di coin, lo stesso meccanismo di consensus basato sul proof of work e un halving ogni quattro anni. La principale differenza rispetto al Bitcoin è la opzione di privacy . Grazie alla tecnologia Zero Knowledge implementata da ZEC, una transazione shielded oscura mittente, destinatario ed importo della stessa, lasciando alla rete solo la prova che il trasferimento è valido. Si può ancora usare ZEC in chiaro, esattamente come un Bitcoin; oppure si può chiudere il sipario. Quella scelta — privacy su richiesta e non per default — è il motivo per cui Zcash è diventato il privacy coin accettato da Wall Street. E Monero? Per anni, la privacy coin per eccellenza? Anche se sempre più prigioniera di delisting dai maggiori exchange, che hanno smesso di listarla, ha beneficiato della popolarità di quella, che a questo punto, è divenuta la sua sorella maggiore..
Un debutto coi fuochi di artificio, poi la desolazione e oggi un grande ritorno
Al lancio nel 2016, ZEC in alcuni exchange arrivò a toccare la cifra astronomica di quasi 6000 $, ma già la chiusura d’anno aveva ridimensionato drammaticamente le quotazioni: 48$.
Il 2017 andò meglio, chiudendo a intorno ai cinquecento dollari, circa dieci volte tanto, ancora nella top 30. Poi, uno dei ricorrenti cosiddetti inverni delle cryptovalute, ha avuto Zcash fra le sue vittime illustri, il 2018 ha chiuso a circa 56$. Dal 2019 al 2024 il coin si è mosso in una fascia di oscillazione di alcuni centinaia di dollari. Nel luglio 2024 il minimo storico vicino 16$.
Il 2025 è stato l’anno della ripartenza, con un incremento YoY non distante dal 1000%. Anche il posizionamento nella Top list è cambiato, chiudendo l’anno in 14ma posizione fra le cryptovalute per capitalizzazione.
Il 2026 ha continuato il rally, ma non certo in modo lineare. A giugno, il titolo è caduto fino al 50% per cento in un giorno, dopo la disclosure di una vulnerabilità di sicurezza. Entro fine agosto 2026 quella caduta rovinosa era già stata assorbita. Agosto è stato il mese boom: da circa quattrocentosettanta dollari in apertura a un picco vicino agli ottocentosettanta–ottocentonovanta, un guadagno di oltre l’80%, chiusura ancora sopra gli ottocentosessanta. La cap è passata da circa otto a più di quattordici miliardi. Su CoinMarketCap Zcash è di nuovo in top 10.
Oggi, 4 settembre ha superato il muto dei 1000$.
Ma cosa ha determinato questo rally?
Il catalizzatore di questa crescita di valore di ZCash non è stato di natura tecnica, bensì di tipo finanziario-istituzionale. Il 25 agosto Grayscale ha convertito il suo Zcash Trust in ZCSH, un ETF spot su NYSE Arca, con circa trecentoquattro milioni di dollari di ZEC (in custodia da Coinbase). Si tratta del primo prodotto spot quotato negli USA su una privacy coin. Un segnale positivo c’era, peraltro, già stato a gennaio di quest’anno, quando un’indagine SEC su Zcash era terminata senza provvedimenti
Due parole anche su Monero, la nobile decaduta
Monero si è mosso con lui, su un altro binario. XMR ha aperto agosto poco sopra i trecentosessanta dollari e l’ha chiuso vicino ai cinquecentoquaranta, circa più quaranta per cento, con una cap verso i dieci miliardi.
La verità è che il mercato compra la categoria (privacy coins), ma non si fida di una sola narrativa e alloca le risorse su uno spettro di asset, Zcash, Monero (e Dash). Zcash è la privacy coin attenta alla compliance: oscuramento (shielding) opzionale, tetto di emissione come il Bitcoin (i famosi 21 milioni al 2140), ETF, uno stack di custodia più in linea con le prassi finanziarie. Monero resta moneta opaca di default, più difficile da listare, più difficile da sequestrare
Più in generale, è cambiato il fatto che il mercato, dopo otto anni a trattare la privacy come un rischio di delisting, ha ricominciato a pagarla — e ha pagato prima la versione che Wall Street può tenere in portafoglio.

