Quando il gioco si fa duro…. le privacy coin iniziano giocare
Avevamo detto un paio di settimane fa che le cryptovalute avevano preso una bella botta, in linea con i titoli tecnologici.
Poi questi ultimi bene o male si sono ripresi, mentre le crypto hanno continuato a scivolare verso il baratro. Grosso modo hanno lasciato sul campo un altro bel 10%, che fa almeno un -30% dai massimi di inizio ottobre. Alla faccia dell’Uptober.
In questo panorama desolato, c’è però un raggio di luce: le privacy coin, ossia le cryptovalute che hanno fatto della riservatezza la cifra distintiva.
Sì, perché è bene ricordare, ancora una volta, che in generale le cryptovalute, registrando le transazioni pubblicamente sulla blockchain, garantiscono sempre meno la riservatezza. La tracciabilità poi è praticamente totale, con buona pace di chi sostiene, per evidente etimologica ignoranza, il contrario.
Questo tanto per intenderci vale per Bitcoin, Ethereum e almeno per tutte le principali 10 cryptovalute.
Ma allora?
C’è un gruppo di cryptovalute, le privacy coin, ristretto quanto le dita di una mano, che invece ha fatto appunto della riservatezza e della non-tracciabilità il proprio punto di forza.
Sono chiaramente osteggiate da governi e istituzioni, anche se, a be pensarci, non sono diverse dal denaro contante, euro, dollari e tutte le altre valute cosiddette fiat.
Abbiamo parlato alcune settimane fa di Monero che fino a qualche settimana fa era appunto la principale di questa categoria per market cap, e proprio in questa fase concitata di mercato ha lasciato lo scettro ad un’altra privacy coin, Zcash (ticker ZEC).
Monero è, tanto per intenderci, è una privacy coin una dura e pura: non-tracciabilità non negoziabile. Il che non la fa amare dalle istituzioni in generale, che premono per un suo delisting dai principali exchange. In altri termini, fanno in modo da rendergli la vita il più difficile possibile.
Zcash è più politica. La non-tracciabilità è opzionale e questo la rende più accettabile dagli establishment.
Entrambe però sono, al pari del Bitcoin, deflattive, ossia hanno un’offerta definita stabile, oramai ferma “a tappo” o in lenta crescita.
Vediamo un confronto rapido XMR vs. ZEC
| Aspetto | Monero (XMR) | Zcash (ZEC) |
| Tipo di privacy | Obbligatorio (sempre privato) | Opzionale (schermata o trasparente) |
| Rischio normativo | Alto (più delisting) | Basso (strumenti di conformità) |
| Evoluzione recente | Diminuzione del 10–15% nel breve periodo | Aumento del 200–300% nell’ultimo mese |
| Catalizzatore chiave | Domanda costante di privacy totale | Boom di halving + adozione schermata |
| Preferenza di mercato | Utenti “hardcore” della privacy | Istituzioni + accessibilità più ampia |
Di seguito, una sintesi In breve proprosta dalla AI di Grok: i trader stanno ruotando verso la ZEC per la sua scarsità guidata dall’halving e dal profilo regolatorio più favorevole, mentre su XMR prevalgono le prese di beneficio dopo i guadagni precedenti. Questo non significa che Monero sia “morto” — è ancora il punto di riferimento per transazioni non rintracciabili — ma Zcash sta catturando l’attuale ciclo di hype. Entrambi rimangono scommesse forti a lungo termine se la domanda sulla privacy continuerà a crescere in un contesto di crescente sorveglianza finanziaria globale.

