Twenty one Capital, un fondo in odore di conflitto di interesse
E una notizia che non è uscita molto al di fuori dei circuiti specializzati, ma si tratta di un evento piuttosto rilevante nel mondo crypto-finanziario, sia per il fatto in sé, sia per il rischio, diciamo così eufemisticamente, di un potenziale conflitto di interessi.
Innanzitutto, il nome Twenty One Capital (21) che evoca il famoso massimo di Bitcoin rilasciati (tecnicamente minati), fissato appunto in 21 milioni (da raggiungere, se mai sarà, attorno all’anno 2140). Infatti, è un’entità di nuova costituzione focalizzata sugli investimenti in Bitcoin. Ha ottenuto finanziamenti importanti, tra cui 1,5 miliardi di dollari da Tether, 900 milioni di dollari da SoftBank e 600 milioni di dollari da Bitfinex, con l’obiettivo di istituzionalizzare l’esposizione a Bitcoin.
E qui troviamo un nome di cui ci siamo già occupati nelle settimane passate, Tether, la società emittente della stablecoin USDT, assurta agli onori della cronaca finanziaria e calcistica per essere entrata, oggi con più del 10%, nel capitale della Juventus FC.
Andando sul sito di Cantor, una delle società partner, si legge: “Twenty One è strutturata per essere una società nativa di Bitcoin che assegnerà strategicamente il capitale per aumentare Bitcoin per azione. Twenty One intende sviluppare un’architettura aziendale in grado di supportare prodotti finanziari costruiti con e su Bitcoin. Ciò include modelli di prestito nativi, strumenti del mercato dei capitali e innovazioni future che sostituiranno gli strumenti finanziari legacy con alternative allineate a Bitcoin. In qualità di sostenitore pro-Bitcoin, Twenty One prevede di produrre contenuti e media originali incentrati su Bitcoin. Questo approccio pure-play offrirà agli investitori l’accesso a una società quotata che combina l’esposizione a Bitcoin con un’attività operativa che costruisce prodotti e servizi nativi di Bitcoin.”
Continua così l’abbraccio mortale della finanza tradizionale al mondo Bitcoin-crypto e il sogno libertario di Satoshi Nakamoto si fa sempre più labile sullo sfondo.
E vogliamo parlare del management? Al timone di Twenty one Capital c’è Brandon Lutnick, il nuovo presidente di Cantor Fitzgerald e figlio del segretario al commercio degli Stati Uniti Howard Lutnick. A seguito della sua conferma come Segretario al Commercio degli Stati Uniti, Howard Lutnick si è dimesso da Presidente e CEO di Cantor lasciando al carica al figlio più giovane, Brandon, come presidente del gruppo e il primogenito, Kyle, come vicepresidente.
Certo che è niente male così, avere il padre nella nuova amministrazione. Amministrazione che, guarda caso, manifesta una posizione favorevole nei confronti delle cryptovalute, promettendo di promuovere l’innovazione e integrare gli asset digitali nella finanza tradizionale.
Poi, se le i malpensanti professionali parlano di possibile conflitto di interessi…è un problema loro.

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