Torniamo a parlare della cryptovaluta XRP
Di XRP ne avevamo parlato a più riprese nei mesi passati, anche a fronte della tenzone giudiziaria fra la SEC del Grand’Ostile Gary Gensler e la Ripple Labs, la società emittente la cryptovaluta XRP, che aveva tenuto col fiato sospeso la crypto community per quasi cinque anni.
Ma facciamo un po’ di recap.
La SEC (il cane da guardia dei mercati finanziari USA) aveva promosso nel settembre 2020 una causa giudiziaria contro Ripple Labs sostenendo, a nostro avviso non senza almeno qualche ragione, che XRP fosse un titolo finanziario (una security) non registrato e stesse quindi violando la normativa USA sul tema.
La vicenda si è protratta per quasi cinque lunghi anni a fasi alterne, nelle quali di volta in volta pareva che una delle due parti dovesse prevalere. Certo, poi l’elezione di Donald Trump alla presidenza USA, la postura della nuova amministrazione verso il mondo crypto e la sostituzione a capo della SEC di Gary Gensler ha dato un forte impulso alle ragioni di Ripple Labs. La causa si è conclusa ufficialmente nell’agosto 2025 dopo che entrambe le parti hanno ritirato i loro rispettivi ricorsi, ma di fatto con una ritirata della SEC.
Ripple ha accettato di pagare una sanzione civile di 125 milioni di dollari come parte della sentenza finale, insieme a un’ingiunzione contro future violazioni della legge sull’emissione dei titoli definiti come securities. Bella cifra, ma niente a che vedere con le possibili sanzioni miliardarie delle precedenti accuse SEC e delle accuse penali verso i vertici di Ripple Labs. Al momento, non ci sono procedimenti giudiziari attivi che coinvolgano la cryptovaluta XRP.
Questa risoluzione ha posto fine a quasi cinque anni di contenzioso, fornendo chiarezza normativa negli Stati Uniti e aprendo la strada a sviluppi come le approvazioni e i lanci di ETF spot , come vedremo poco sotto.
L’impasse giudiziaria un risultato però lo raggiunto. Ha fatto perdere momentum ad XRP. In altri termini, XRP ha perso l’attimo. XRP ricordiamo essere una cryptovaluta finalizzata agli scambi interbancari. In questi cinque anni passati a combattere in tribunale, e di fatto bloccata nel mercato finanziario più importante del pianeta, si sono affacciate le stablecoin che servono non solo ma anche a questo tipo di transazioni. Certo XRP rimane più forte negli scambi transnazionali non in dollari, ma si capisce bene che essere forti sui flussi valutari fra, ad esempio fra la Grivna ucraina e il Ringgit malese non è la stessa cosa che gestire flussi in dollari o euro.

