

Bitcoin, next big thing cercasi
Il 13 marzo di quest’anno il Bitcoin ha raggiunto un nuovo ATH (All Time High) di poco superiore a 73k$ per poi ritracciare con continuità sino a valere circa 54k$ (e chissà se si ferma) in corso di scrittura di questo post.
Ne avevamo parlato a gennaio, in un momento di euforia del mercato sulla scorta dell’approvazione dell’ETF di BlackRock e in attesa sciamanica del famoso halving (il dimezzamento del premio ai miner) di metà aprile scorso.
E puntualmente si è verificato quello che si paventava. Ossia, che, finiti gli eventi topici e in assenza di next big thing all’orizzonte, il mercato si sarebbe seduto. Sì, perché il futuro del Bitcoin è legato alla progressiva adozione convinta da parte dei 9 miliardi di abitanti di questo pianeta e non a fiammate speculative destinate a spegnersi con la stessa rapidità con la quale si sono accese.
Poi, nel nostro caso, ulteriori eventi, chissà se più o meno pilotati, hanno aiutato a deprimere le quotazioni.
Il rimborso, dopo 9 anni, dei clienti di MtGox, l’Exchange giapponese fallito alcuni anni fa, che ha fatto scattare ondate di vendite da parte di gente che magari non si aspettava nemmeno più di rivedere i propri soldi.
E poi USA e Germania che hanno venduto sul mercato alcune centinaia di milioni di $ in valore di Bitcoin oggetto di sequestro giudiziario a diverso titolo.
Infine, la vendita di massicce quantità da parte di quei miner che sono stati messi in crisi dall’halving perlopiù per obsolescenza ed energivoricità delle loro piattaforme tecnologiche.
Insomma, una tempesta perfetta che sta facendo crollare il bitcoin, e dall’altra una tuttora lenta adozione dei Bitcoin come moneta di scambio, anche per i perduranti problemi della rete Lighting, dalla quale non può prescindere per ambire a entrare nel mainstream dei mezzi di pagamento.
Eppure, a ben vedere una possibile next, non big ma enormous, thing ci sarebbe c’è all’orizzonte e si chiama debito degli Stati. Gli Stati Uniti viaggiano a +1T$ al trimestre, la Francia ha rotto gli argini e a seconda degli andamenti politici rischia di lasciare anche il porto. L’Inghilterra non è messa meglio. E la sorte di chi ha provato a mettere un freno, leggi Liz Truss, non pare essere di buon auspicio per chi avesse idee analoghe. Dell’Italia, che pur pesa poco, ben sappiamo.
C’è chi dice parla del Bitcoin come possibile argine a una non auspicabile fiammata inflazionistica, affiancando l’oro, rispetto al quale è ben più facilmente trasportabile e negoziabile, nonché proteggibile. Vedremo, anzi meglio di no.
La connessa domanda alla IA generativa (ChatGPT) è postata nella gallery dedicata: Are blockchain Oracles auditable objects?
