

The next big thing nelle criptovalute
Passata l’euforia del 10 gennaio con l’approvazione degli 11 ETF il mondo crypto si è scoperto uguale al giorno prima. So what?
Dopo le prevedibile fiammata, la quotazione del Bitcoin ha avuto sostanzialmente dei movimenti laterali, detta bene, piattume desolante come si sarebbe detto una volta. Per vedere il bicchiere mezzo pieno, per carità, non è crollato.
Per risollevare gli animi è ora di trovare the next big thing.
Ci sono tre candidati per il 2024:
- L’halving (dimezzamento del premio di mining) del Bitcoin, che si dovrebbe collocare attorno al 24 aprile di quest’anno. Però è di nuovo un evento one shot. Sappiamo, giorno più giorno meno, da anni, quando si verificherà, per cui rischiamo di trovarci di nuovo come all’11 gennaio di quest’anno… so what? Per carità i precedenti halving indicherebbero un rally ma, di nuovo, c’è troppa attesa.
- L’halving del Bitcoin è il più noto, ma c’è un altro caso che ha avuto momenti di esposizione l’anno passato per poi finire offuscato dalla vicenda ETF di BlackRock. E’ la telenovela SEC vs. XRP che si trascina da alcuni anni. E qui il momento giudiziario avverso all’organo di controllo della borsa USA potrebbe continuare è manifestarsi con la vittoria definitiva di Ripple, dopo la semivittoria dell’estate scorsa in un giudizio preliminare. Questo sarebbe un bel colpo. Non è banale ricordare che, mentre la blockchain di Bitcoin “non serve a niente” o, meglio, serve solo a gestire la cryptovaluta Bitcoin (e viceversa), la blockchain di Ripple ha una funzionalità specifica di trasferimenti interbancari velocissimi e a basso costo. In altri termini, serve a qualcosa di concreto, utile ed economico. E sarebbe un credibile competitor di Swift, l’attuale sistema interbancario interazionale basato sul dollaro americano, con tutte le conseguenze del caso, anche sul piano geopolitico. Vedremo. Nel corso del 1Q24 sono previsti sviluppi giudiziari.
THE NEXT BIG THING
- E poi c’è il vero possibile game changer, come è di moda dire oggi. Il rinnovato Twitter/X di Elon Musk. Non è mistero che uno degli obiettivo enunciati da Musk sia di far entrare la piattaforma nell’e-commerce. Con la forza dirompente della base clienti dell’ordine di 500 milioni attivi accumulata in anni. E come? Una possibilità è che intenda bypassare il circuito finanziario tradizionale tramite una cryptovaluta nuova o esistente che sia. Che sia Dogecoin, già oggetto di dichiarazioni più o meno improvvide in passato oppure con una nuova come sembrava possibile verso fine dell’estate scorsa.
Insomma, l’idea sarebbe realizzare quello che aveva abbozzato, e poi prontamente abbandonato sull’onda di altre vicende, Facebook/Meta un paio di anni fa con Lybra. Non dimentichiamo che Musk ha fatto i soldi con PayPal. Quindi, è uno che di mezzi di pagamento ne capisce. Perché alla fine della fiera, il nodo delle crypto risiede nella loro adozione mainstream. Se avranno un utilizzo nel day by day le crypto avranno un qualche futuro, in caso contrario faranno la fine dei tulipani olandesi, ma senza che ne rimangano nemmeno i bulbi. Comunque sia, a metà gennaio, lontano dai riflettori, ancora tutti puntati sulla questione ETF, lo Utah è stato il 15° Stato USA a concedere a X una licenza di trasferimento monetario. Insomma, qualcosa in the next big thing si muove
