Cryptovalute, che confusione!/3
Completiamo la nostra panoramica chiarificatrice (si spera) sul mondo delle cryptovalute e blockchain con un passaggio sui metodi di gestione del consenso.
Innanzitutto, cos’è il consenso? Ne abbiamo accennato brevemente in chiusura della scorsa settimana. È il meccanismo di validazione delle informazioni registrate sulla blockchain (i blocchi appunto).
È fondamentale nelle blockchain public/permissionless. Ossia dove non c’è, o è debole, un’authority centrale che dice cosa è valido e cosa no.
È un meccanismo a base democratica. Quando la maggioranza (e il nocciolo è proprio su come si forma questa maggioranza) dei nodi è d’accordo sulla validità di una operazione questa viene registrata sulla blockchain e diventa accettata da tutti ed immodificabile.
Definito il meccanismo di formazione del consenso, i parametri che entrano in gioco sono sostanzialmente tre: sicurezza, consumo energetico e velocità.
Sicurezza: Il rischio, nelle blockchain pubbliche/permissionless, è che qualcuno compia degli attacchi malevoli, detti del 51%, ossia controlli in qualche modo la maggioranza dei consensi e attui iniziative malevoli. Ovviamente, più sono i nodi più è difficile da attuare.
Consumo energetico: dipende perlopiù dalla formazione del consenso. Grossolanamente, più è distribuita e democratica, più consuma.
Velocità: se la tecnologia blockchain ambisce a sostituire, o almeno competere, con i sistemi di pagamento tradizionali deve essere in grado di reggere un carico di lavoro paragonabile. Il benchmark normalmente accettato è quello del circuito VISA, che regge una media di quasi 50.000 transazioni al secondo (TPS), con picchi nei centomila durante il periodo natalizio.
Come sempre nelle cose di questo pianeta, non si può avere tutto di tutti. Bisogna accettare dei compromessi, un trade-off fra (almeno) i detti tre parametri.
Vediamo nel concreto alcune casistiche
Proof of Work (PoW) – Bitcoin
I nodi competono su base egualitaria. Uno vale uno, indipendentemente da quanti coin possiede. È il protocollo usato da Bitcoin e da alcune blockchain di prima generazione. Ethereum l’ha abbandonata nel 2022.
Sicurezza: alta, più nodi ci sono più è difficile prendere malevolmente il controllo del 51%. Uno dei punti di forza del Bitcoin, con oltre 10.000 nodi, è infatti proprio la sicurezza.
Consumo energetico: è energy-intensive, come spesso ricordato nei media in relazione alla cryptovaluta Bitcoin
Velocità: dipende dalle implementazioni, comunque generalmente bassa. Il Bitcoin, per esempio, ha una media di sole 7 TPS (s-e-t-t-e! Transazioni al secondo).
Proof of Stake (PoS) – Ethereum, Solana, Polkadot
Semplificando un po’, nel PoS, i nodi validano i blocchi sulla base dei coin (token) posseduti. Ethereum l’ha adottate nel 2022, dopo aver abbandonato il POW.
Sicurezza: qualche rischio in più rispetto al PoW, relativo alla possibile presa di controllo da parte del 51% più “ricco”.
Consumo energetico: basso, decisamente minore rispetto al PoW. Ethereum ha sbandierato una riduzione del 99% con l’abbandono del protocollo PoW utilizzato sino al 2022.
Velocità: la velocità non è il punto di forza nemmeno del PoS. La blockchain nativa di Ethereum, ad esempio, ha una capacità dell’ordine del doppio del Bitcoin, dalla attorno alle 20 TPS. Prestazioni decisamente migliori riesce a conseguire Solana, che però utilizza una versione ibrida del protocollo PoS.
Proof of Authority (PoA) – VeChain
Si basa su una lista di nodi validatori preapprovati e identificati. Quindi non si adatta alle blockchain public e permissionless. È usata in alcune blockchain private o consortili, come VeChain e Azure Blockchain di Microsoft).
Sicurezza: è centralizzata e gestita, con tutti i vantaggi (e qualche svantaggio).
Consumo energetico: basso.
Velocità: alta
Proof of History (PoH) – Solana
È un protocollo quasi-proprietario di Solana che, tuttavia, lo utilizza in maniera ibrida, combinandolo con il PoS per ottenere un’elevata scalabilità, velocità di transazione elevate e costi ridotti. Il PoS seleziona i validatori in base ai token in staking, mentre la PoH crea un orologio crittografico che verifica l’ordine e il passare del tempo tra le transazioni, consentendo un’elaborazione efficiente delle transazioni e riducendo il carico di lavoro per i validatori
Sicurezza: non è un particolare punto di forza.
Consumo energetico: basso.
Velocità: alta, potenzialmente molto alta. Alcuni test hanno dato risultati sorprendenti, anche se in condizioni molto specifiche.

