

E 100k$ fu …
Nel post di quasi un mese fa (15 novembre) avevamo concluso con l’osservazione … chi ci crede occhieggia ai 100k$ come primo passo verso orizzonti potenzialmente sconfinati… allora la crypto regina, il Bitcoin, viaggiava alle soglie dei 90k$, mentre oggi continua danzare a cavallo dei 100k$, dopo aver toccato il nuovo ATH (All Time High) a quasi 104k$ un paio di settimane fa.
Ma proprio questo tenere la soglia dei 100k$ è forse il dato più interessante. Infatti, in un mercato frammentato fra una miriade di Exchange e alla fine molto sottile se paragonato a quello della finanza tradizionale, un exploit di prezzo può fare notizia, ma non essere significativo. Basta un fat finger (dito grasso) che pigia due tasti e la frittata è fatta. E perché, alla fine dei giochi, l’intero mondo crypto (non solo il Bitcoin, anche se fa oltre il 50% del mercato) capitalizza poco meno della sola Apple, la prima delle società listate a Wall Street: 3.6T$ vs. 3.7T$. Però tenere a lungo un prezzo non di molto inferiore questo sì che è significativo. Vuol dire che c’è mercato. Fra l’altro 100k$ è una soglia psicologica importante. Pare che si siano usciti dall’ibernazione e tornati attivi indirizzi dormienti da anni. Che hanno realizzato immensi guadagni. Però, se il prezzo ha tenuto vuol dire che le vendite hanno trovato subito un acquirente. Perché, è bene sempre tenerlo a mente, ogni volta qualcuno riesce a vendere vuol dire che c’è qualcun altro è disposto a comperare a quel prezzo. E non è detto che quel qualcuno sia un pollo.
Certo comperare adesso è complicato. Comprare ai massimi è sempre complicato. Ma un anno fa esatto il Bitcoin era a 42k$. Meno della metà di oggi. E da allora di massimi (ATH) ce ne sono stati parecchi.
E il ricordo, per chi ha più di un capello bianco, non può non andare al parco buoi di altre epoche ed altri mercati e ai relativi morti e feriti, già allora alla ricerca di facili e immediati guadagni.
