
La distribuzione dei Bitcoin nel mondo
Il sito di informativa crypto Cointelegraph ha recentemente pubblicato su X (ex Tweeter) un’interessante mappa della penetrazione del Bitcoin, intesa come quota di persone che posseggono la principale cryptovaluta, nei cinque continenti del nostro pianeta.

Non sorprendentemente, guida il Nord America con quasi l’11% di possessori, seguito dal Sud America con oltre il 6%, seguita a distanza dall’Asia con il 3.6%. E l’Europa? Beh giudicate voi.. con il 3.4% siamo davanti all ‘Oceania (che però ha la popolazione complessiva pari ad un paio di sobborghi di Shanghai) e all’Africa, fanalino di coda con l’1.6%. L’Antartide purtroppo non e’ censita. Peccato, forse avremmo guadagnato una posizione.
Il dato è consistente con quanto pubblicato nei giorni scorsi per l’italia dall’Organismo Agenti e Mediatori: 1.6 Milioni, pari al 2.7% degli italiani, neonati e centenari compresi, nonché con quanto avevamo indicato qualche settimana fa su questo blog (forchetta 1.5M-3.5M).
Certo che l’Europa brilla sempre per propensione alla innovazione.. Però abbiamo fatto, come sempre, una bella regolamentazione, la Micar che disciplina l’emissione, l’offerta al pubblico e la prestazione di servizi aventi a oggetto cripto-attività. In particolare, pone paletti rigidi sopratutto per quanto riguarda le stablecoin, in questi giorni oggetto di strali da parte del nostro ministro delle Finanze.
Interessante il caso del Sud America, dove probabilmente il Bitcoin e’ visto come una tutela del risparmio ed un argine agli endemici problemi monetari del continente, dalla inflazione stellare al cambio overnight di moneta a corso legale. Come sempre, la riflessione è che nel caso delle crypto bisogna pensare out of the box, fuori dalla nostre comode case più calde d’inverno che d’estate, più fresche d’estate che di inverno. C’e un mondo là fuori, con problemi, ambizioni, condizioni politiche molto diverse dalle nostre.
E poi il Nord America. Qui e’ interessante ragionare, come si diceva un tempo, al limite. Se tutta la questione Bitcoin &C. si rivelerà una bolla di sapone, probabilmente si sarà solo determinato un movimento di ricchezza all’interno della fascia piu giovane e dinamica della popolazione, qualcuno più ricco, molti di più che dovranno abbandonare sogni di facile ricchezza. All’altro estremo, piu’ interessante, se il Bitcoin dovesse esplodere, mantenendo l’aura che si e’ creata di oro digitale, unita magari al superamento dei noti problemi di performance che gli impediscono di assumere anche una veste di moneta transazionale corrente (ossia quella con cui pago al bar e al supermercato). In questo caso, sarebbe un trasferimento di ricchezza dal resto del mondo verso gli Stati Uniti (e Canada se ancora indipendente..) che si troverebbero, di nuovo, in una posizione di dominanza monetaria. Oltretutto, almeno inizialmente, rinnoverebbe la centralità del dollaro, considerando che i Bitcoin vengono negoziati prevalentemente in dollari USA.

Come al solito, un articolo chiaro e sintetico.