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Tokenization/9: BlackRock entra in campo

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Tokenization/9: BlackRock entra in campo

(Every stock, every bond, every fund—every asset—can be tokenized)

Dopo quattro mesi, torniamo a parlare di tokenization e quella sopra non è l’affermazione mirabolante postata su X da parte di un nerd della finanza, ma il titolo di un paragrafo della lettera annuale del presidente di BlackRock ai propri azionisti.

Larry Fink è una figura di riferimento nel mondo finanziario. Negli anni ’80 ha fondato un gestore patrimoniale, BlackRock appunto, che in poco meno di 40 anni è divenuto il maggiore al mondo per capitale gestito. Si tratta di quasi 10 Trilioni di dollari, poco meno di quanto è la ricchezza economica complessiva del nostro Paese, stimata sommando tutto il patrimonio finanziario e immobiliare (n.b.: non il Prodotto Interno Lordo (PIL) annuale, ma lo stock di tutta ricchezza esistente in Italia).

BlackRock ha entusiasmato il mondo crypto nel 2023, presentando richiesta di autorizzazione alla  SEC (l’organo di controllo dei mercati finanziari USA) per un fondo di investimento (ETF) in Bitcoin.

La cosa fece scalpore in quanto era il primo caso di una istituzione finanziaria di peso a muoversi nel campo crypto. La SEC, allora guidata da G. Gensler, fortemente ostile al comparto, approvò, ancorché riluttante, l’ETF in Bitcoin a gennaio 2024. L’evento, si ricorderà, fece scattare il rally delle quotazioni del della principale cryptovaluta e, di conserva, dell’intero comparto crypto.

Questo per dire che non si tratta proprio di un giovane entusiasta alle prime armi, ma di un operatore di prima grandezza del mondo finanziario tradizionale.

Vediamo cosa dice Fink nella sua lettera. Nello specifico, dedica due pagine (su 12) al tema della tokenization. Non sono poche. Riportiamo di seguito i passi più significativi.

La tokenization è democratizzazione

Che cos’è esattamente la tokenization? Consiste nel trasformare gli asset del mondo reale (azioni, obbligazioni, immobili) in token digitali negoziabili online. Ogni token certifica la proprietà di un bene specifico, proprio come un atto digitale. A differenza dei tradizionali certificati cartacei, questi token risiedono in modo sicuro su una blockchain, consentendo l’acquisto, la vendita e il trasferimento istantanei senza scartoffie ingombranti o periodi di attesa.

Ogni azione, ogni obbligazione, ogni fondo, ogni asset, può essere tokenizzato.

Se lo saranno, rivoluzioneranno gli investimenti. I mercati non avrebbero bisogno di chiudere le negoziazioni (fixing). Le transazioni che attualmente richiedono giorni verrebbero regolate (cleared) in pochi secondi. E miliardi di dollari attualmente immobilizzati dai ritardi negli insediamenti potrebbero essere reinvestiti immediatamente nell’economia, generando una maggiore crescita.

Forse la cosa più importante è che la tokenization rende gli investimenti molto più democratici. Può democratizzare l’accesso.

La tokenizzazione consente la proprietà frazionata. Ciò significa che gli asset potrebbero essere frazionati in quote infinitamente piccole. Ciò riduce una delle barriere all’investimento in beni di valore, precedentemente inaccessibili, come gli immobili privati e il private equity.

Può democratizzare il voto degli azionisti.

Quando possiedi un’azione, hai il diritto di votare sulle proposte degli azionisti della società. La tokenizzazione lo rende più facile perché la tua proprietà e i tuoi diritti di voto sono tracciati digitalmente, consentendoti di votare in modo semplice e sicuro da qualsiasi luogo.

Può democratizzare la resa. Alcuni investimenti producono rendimenti molto più elevati di altri, ma solo i grandi investitori possono entrarvi. Le ragioni? Attriti, legali, operative, burocratiche.

L’intero documento è reperibile qui.

tokenization

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