Sprazzi di luce nelle crypto-tenebre
Non è un buon momento per il mondo Web3. O meglio, il mondo Web3 di per sé sta benissimo, sono le cryptovalute, la benzina del Web3, che non se la passano molto bene. Sono calate le crypto-tenebre.
Il Bitcoin lotta coi denti per mantenere a stento quota 70.000$, dopo una scivolata rovinosa dal picco di ottobre 2025 (oltre -40%). Il Financial Times del 9 febbraio, al pari di uno che lancia un salvagente di cemento armato a chi sta annegando, pubblica un articolo dove si ipotizza che il Bitcoin valga 70.000$ di troppo (e con una immagine di richiamo della cryptovaluta spiaccicata a terra). Aldo Cazzullo nella sua rubrica giornaliera sul Corrierone scaglia l’ennesimo strale contro i trafficanti di Bitcoin (in passato abbiamo sommessamente provato a instillargli il dubbio che non abbia capito bene di cosa si tratti). Insomma, poco da stare allegri. Ovviamente, come sempre parliamo, del Bitcoin ma sottintendiamo tutto il comparto crypto. Ether, XRP e altri non se la passano molto meglio.
Perso nelle crypto-tenebre, uno si consola un po’ pensando che anche titoli blasonati della finanza tradizionale, Stellantis per esempio, seppur costantemente radiografati dai gestori di mezzo mondo e non da coorti di eccitati technonerd, hanno avuto prestazioni simili se non peggiori.
Poi, ci si rende conto che occorre guardare alla foresta e non agli alberi. Che fa più rumore un albero che cade che una foresta che cresce. In questo senso, sono consolatori due recenti convegni, il primo presso il Politecnico di Milano, l’altro presso la Camera dei Deputati, di cui diamo conto qui di seguito.
Durante l’evento sono stati presentati i risultati della ricerca annuale dell’Osservatorio, analizzando trend globali e italiani, livello di adozione da parte di aziende e istituzioni pubbliche, dimensioni del mercato nazionale delle soluzioni blockchain e le opportunità trasformative offerte dal Web3 per il business. Esperti, ricercatori e rappresentanti aziendali hanno discusso come il 2025 abbia segnato un punto di svolta, con il passaggio da una fase sperimentale e speculativa a una di implementazione concreta e infrastrutturale.
Il 2026 emerge come l’anno in cui la blockchain diventa infrastruttura di base per l’economia digitale, con un focus su applicazioni enterprise-grade, maggiore interoperabilità e integrazione con i sistemi tradizionali. Il settore ha lasciato alle spalle il periodo di hype per entrare nella “seconda metà” del Web3: più regolato, compliance-driven e orientato a use case reali.
Tre i temi principali emersi con chiarezza durante il convegno:
1.1 Adozione istituzionale e maturazione del mercato
Il 2025 ha segnato il definitivo ingresso del mondo istituzionale (banche, fondi, imprese) nel Web3. Normative come MiCA in Europa, insieme a progressi regolatori in altre giurisdizioni, hanno creato chiarezza e favorito l’adozione di soluzioni blockchain in contesti enterprise. Si è passati da progetti pilota a piattaforme di produzione, con enfasi su scalabilità, sicurezza e integrazione con i sistemi legacy. In Italia e in Europa l’attenzione è ora sull’implementazione pratica e sulla misurazione del valore generato per le aziende.
1.2 Tokenization degli asset reali (RWA) e infrastrutture finanziarie on-chain
La tokenization di Real World Assets è stata indicata come uno dei driver più potenti per il 2026. Tokenizzare immobili, obbligazioni, crediti commerciali e altri asset tradizionali sta migliorando liquidità, riducendo costi di settlement, aumentando trasparenza e aprendo nuovi modelli di investimento. Stablecoin, Euro Digitale e protocolli di finanza programmabile stanno ridefinendo le infrastrutture monetarie. Gli esperti prevedono una crescita esponenziale di questa area, con stime globali che indicano trilioni di dollari in asset tokenizzati entro il 2030.
1.3 Evoluzione tecnologica e nuovi paradigmi del Web3
Oltre alla tokenization, si è discusso di avanzamenti in Layer-2, DePIN (Decentralized Physical Infrastructure Networks), privacy-preserving technologies e integrazione tra AI e blockchain. Il focus è su come rendere il Web3 più accessibile, efficiente e interoperabile, superando barriere di usabilità e costi. In parallelo, emergono sfide legate a quantum computing, sostenibilità energetica e necessità di standard condivisi per garantire un ecosistema resiliente e inclusivo.
Il Blockchain & Web3 Outlook 2025-26 ha confermato che l’Italia e l’Europa hanno le carte in regola per giocare un ruolo di primo piano nella prossima fase di maturazione tecnologica, grazie a un mix di innovazione, ricerca accademica e quadro normativo avanzato. Il vero valore non sta più nell’hype, ma nella capacità di generare impatto concreto per imprese, PA e cittadini.
2. Rome Policy Forum 2026 – 4 febbraio 2026 – (organizzato da Future Blend)
L’evento, patrocinato dal Parlamento Europeo, AssoFintech e AssoCASP, e realizzato in collaborazione con Sandwich Club, ha riunito, presso la Camera dei Deputati, policymaker, regolatori, istituzioni finanziarie, banche, leader fintech e operatori di mercato. Il confronto si è incentrato su come l’innovazione in ambito cryptovalute e blockchain possa contribuire a una crescita economica sostenibile, affrontando al contempo i rischi associati.
L’iniziativa ha messo al centro il passaggio “dall’incertezza alle opportunità” nei mercati istituzionali, con un focus sull’implementazione pratica delle normative esistenti, come MiCAR (Markets in Crypto-Assets Regulation), ormai pienamente in vigore. Esperti provenienti da aziende bancarie e della consulenza insieme a rappresentanti istituzionali, hanno sottolineato l’importanza di una collaborazione stretta tra settore pubblico e privato per definire politiche lungimiranti che promuovano fiducia, sicurezza e inclusione nel panorama degli asset digitali.
2.1 Infrastrutture sicure e chiarezza regolatoria
Uno dei pilastri del forum è stato il bisogno di infrastrutture robuste e resilienti per supportare l’adozione istituzionale degli asset digitali. I partecipanti hanno evidenziato come la regolamentazione chiara – grazie a MiCAR – stia spostando il focus dalla fase di progettazione normativa a quella di implementazione operativa. È emersa la necessità di standard condivisi per garantire sicurezza, protezione degli investitori e coordinamento tra Stati membri, evitando frammentazioni che potrebbero ostacolare l’innovazione europea.
2.2 Soluzioni di custodia e mercati istituzionali per gli asset digitali
Particolare attenzione è stata dedicata alle soluzioni di custodia istituzionale e allo sviluppo di mercati dedicati agli asset digitali. Panel specifici hanno esplorato come infrastrutture avanzate di custody possano mitigare i rischi, aumentare la fiducia degli investitori istituzionali e facilitare l’ingresso di banche e fondi nel settore. Si è discusso del ruolo cruciale di questi elementi per sbloccare liquidità e opportunità nei mercati tradizionali, con esempi concreti di come la custodia qualificata stia diventando un requisito essenziale per la scalabilità.
2.3. Tokenizzazione degli asset e potenziale trasformativo
La tokenization è stata identificata come uno dei driver più potenti di cambiamento. Rappresentanti del settore hanno illustrato come la tokenization di asset reali (Real World Assets – RWA) possa rivoluzionare i mercati finanziari, migliorando liquidità, riducendo i tempi di settlement, aumentando la trasparenza e democratizzando l’accesso agli investimenti. Insieme a stablecoin, Euro Digitale e finanza programmabile, questo trend sta ridefinendo le infrastrutture monetarie europee, aprendo scenari di crescita inclusiva e sostenibile.
Il forum ha confermato il ruolo di leadership che l’Europa può assumere nella trasformazione digitale responsabile, in un contesto globale competitivo. L’evento ha dimostrato che il progresso reale nasce dall’allineamento tra visione strategica e implementazione concreta, attraverso dialoghi aperti e collaborativi.

