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Soluzioni L2 per la scalabilità delle blockchain

L2 per la scalabilità delle blockchain
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Soluzioni L2 per la scalabilità delle blockchain

E’ risaputo che uno dei principali problemi delle più note cryptovalute, Bitcoin e Ether fra tutte, è la lentezza delle transazioni, da minuti ad ore, sino a giorni, nonché  il costo che può raggiungere anche decine di euro anche per trasmettere pochi euro (il classico salsa vs. pesce) . Si parla di 7-10 transazioni al secondo (tx/sec) per Bitcoin e di massimo 20 per Ethereum. Il nulla se paragonato alle 60.000 tx/sec del mezzo di pagamento elettronico più diffuso, il circuito Visa.

Difficile quindi proporsi come mezzo di pagamento alternativo diffuso, o di tesaurizzazione di valore (Bitcoin) o addirittura come macchina virtuale planetaria delle transazioni economiche (Ethereum).

E allora? Non se ne fa niente?

In effetti alcune soluzioni, verrebbe quasi da dire in italiano accrocchi, più elegantemente workaround in inglese, sono in via di sviluppo o anche già operative.

La logica di base è banale: se non possiamo scrivere sulla blockchain principale (Bitcoin, Ethereum etc.) allora se ne crea una laterale, o di secondo livello da cui L2 (Layer-2), e poi in qualche modo si riallineano.

Tutto gratis? Come spesso capita, anche in questo caso non esistono pasti gratis. C’è un trade-off da gestire fra velocità e throughput da un lato e complessità e sicurezza delle catene L2 dall’altra. La chiave della soluzione è infatti intervenire sui criteri di consensus e sui parametri di elaborazione dei blocchi di transazioni. Il trade-off però diventa ragionevole se si pensa di utilizzarle principalmente per trasferimenti di importo limitato. Infatti, salvo casi sporadici comunque esistenti, i grandi spostamenti di Bitcoin da parte delle cosiddette whales (balene) sono effettuati sulla blockchain principale e non sulle reti L2. In effetti, spendere qualche decina di euro in più o aspettare qualche minuto non è grande cosa quando sposti migliaia di Bitcoin (decine di milioni di euro), quello che conta è la sicurezza della operazione.

Nel caso del Bitcoin la L2 più famosa è la Lightning Network, nata nel 2015. Immaginiamo la rete Bitcoin come un’autostrada trafficata in cui tutti verificano e registrano le transazioni, causando ritardi e congestioni. Il Lightning Network, d’altra parte, agisce come una rete di strade secondarie che si collegano direttamente all’autostrada, consentendo transazioni più fluide e veloci senza influire sulla arteria principale. In pratica, poniamo Lightning Network, apre un canale di comunicazione fra le due controparti. Queste ultime possono effettuare all’interno del canale tutte le transazioni che desiderano, senza che vengano scritte nei blocchi. Quando le controparti decidono di chiudere il canale, viene effettuato il saldo totale delle transazioni sulla catena principale

Le soluzioni L2 per la scalabilità di Ethereum sono molteplici, almeno alcune decine,  e usano tutte approcci diversi al problema. Le più note sono  PlasmaPolygonOptimism,   Arbitrum.

Ma come si fa ad utilizzare queste L2? Semplice. Il tutto passa per un wallet compatibile. Ve ne sono parecchi disponibili per Android e iOS sia per la rete Lightning di Bitcoin, sia per Ethereum.

Un’ultima cosa. Le blockchain più recenti cercano di risolvere in modo nativo i problemi prestazionali e di scalabilità, senza la necessità di appoggiarsi a soluzioni L2. Una fra queste è Solana, uno dei cosiddetti Ethereum Killer, che si pone appunto in concorrenza con la Crypto cadetta, rendendo disponili i vantaggi (es., smart contracts) e senza soffrirne i problemi prestazionali.


La connessa domanda alla IA generativa (ChatGPT) è postata nella gallery dedicata: Can layer-2 solve blockchain intrinsic performance and scalability issues


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