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Solana, il competitor di Ethereum e il suo motore (SVM)

Continuiamo il nostro viaggio tecnico nelle blockchain di servizio (ossia quelle che servono a qualcosa oltre che a mandare avanti loro stesse) con quella che si è affermata come il principale concorrente di Ethereum, Solana e il suo motore, il Solana Virtual Machine.

La scorsa settimana abbiamo parlato dell’Ethereum Virtual Machine (EVM), da anni lo standard del settore, alimentando un notevole e crescente ecosistema di applicazioni decentralizzate (dApp). Il punto dolente di Ethereum però è la lentezza, con un thruput non molto superiore a quello del Bitcoin, collocandosi su un range di 15-30 transazioni per secondo (TPS). Un numero risibile per applicazioni pratiche di finanza realmente distribuita.

In questo contesto, si colloca Solana e la relativa Solana Virtual Machine (SVM), che si è affermata come un’alternativa realistica sotto il profilo prestazionale appunto ad Ethereum. Lanciata con Solana nel 2020, la SVM privilegia throughput e bassa latenza.

Al suo nucleo, la SVM è l’ambiente di esecuzione responsabile dell’esecuzione degli smart contract (programmi nel gergo Solana). A differenza delle macchine virtuali tradizionali, i programmi Solana vengono scritti principalmente in Rust o C/C++ e compilati in una variante sicura di bytecode. Questa architettura basata su registri è efficiente sull’hardware moderno, spesso tramite compilazione just-in-time (JIT) o interpretazione nei client dei validatori. Prima dell’esecuzione, ogni transazione deve dichiarare esattamente quali account leggerà o scriverà. Lo scheduler raggruppa quindi le transazioni non conflittuali ed esegue contemporaneamente su più core della CPU. Questo modello parallelo basato sui dati elimina i colli di bottiglia tipici dei sistemi single-threaded.

Le caratteristiche che distinguono la SVM sono numerose.

  • Esecuzione parallela. Le transazioni non sovrapposte vengono processate in contemporanea, consentendo un throughput reale di migliaia di transazioni al secondo (TPS). Solana raggiunge oggi valori effettivi tra 2.000 e 5.000+ TPS in condizioni reali, con picchi teorici superiori a 65.000 TPS. I tempi di validazione dei singoli blocchi sono intorno ai 400 millisecondi.
  • Programmi stateless: il codice risiede in account eseguibili immutabili; lo stato mutabile viene conservato separatamente in account dati o Program-Derived Addresses (PDA). Gli sviluppatori devono gestire esplicitamente proprietà e permessi, favorendo un’architettura più pulita ma richiedendo pianificazione.
  • Metering delle risorse: avviene tramite compute units (CU) invece del gas di Ethereum. Ogni transazione ha un budget di CU (predefinito 1,4 milioni, massimo intorno ai 10 milioni). Le fee sono prevedibili e bassissime — spesso tra 0,00025 e 0,0005 dollari — grazie a mercati di fee localizzati basati sulla contesa degli account, non su aste globali. Infine, la SVM si integra profondamente con il consenso Proof of History (PoH) di Solana, garantendo ordinamento deterministico senza sacrificare il parallelismo.

Confrontando SVM ed EVM, L’EVM, l’interprete bytecode stack-based di Ethereum, elabora le transazioni in modo sequenziale all’interno di ogni blocco. Gli smart contract sono scritti tipicamente in Solidity o Vyper e deployati come account che contengono sia codice che storage persistente. Ogni operazione consuma “gas”, con un mercato dinamico che può far schizzare i costi durante i picchi di congestione (a volte decine di dollari per uno swap semplice). Ethereum L1 si attesta su 15–30 TPS; anche con i Layer-2 rollup, la finality aggiunge latenza rispetto alle conferme quasi istantanee di Solana.

Dal punto di vista dell’architettura, le differenze fra EVM e SVM sono profonde. L’EVM è single-threaded e fortemente legato allo stato globale, imponendo una validazione sequenziale rigorosa per sicurezza e determinismo. La SVM è multi-threaded e ottimistica sul parallelismo, utilizzando lock sugli account solo dove necessario.

Anche il linguaggio e l’esperienza di sviluppo divergono: l’EVM con Solidity ha una curva di apprendimento più dolce e tool maturi, oltre a compatibilità quasi universale tra le catene. La SVM si basa su Rust — potente e memory-safe ma più ripido per i principianti — anche se framework come Anchor semplificano il lavoro con macro, test e generazione di IDL.

I numeri raccontano la differenza. Solana gestisce milioni di utenti attivi giornalieri e decine di milioni di transazioni senza congestione, rendendola ideale per casi d’uso ad alta frequenza: DeFi in tempo reale, gaming (mint NFT o economie in-game in millisecondi), pagamenti e mercati di previsione. Ethereum eccelle in sicurezza collaudata, profondità di liquidità e un ecosistema maturo.

I vantaggi della SVM includono velocità fulminea, fee trascurabili e scalabilità efficiente sull’hardware multi-core moderno. Gli svantaggi? La curva di apprendimento di Rust, una composabilità meno immediata per i principianti e occasionali intoppi di rete dovuti allo spam (mitigati dai recenti miglioramenti su priority fee e QUIC). L’EVM vince sull’accessibilità per gli sviluppatori, sulla maturità dell’ecosistema e sulla resilienza dimostrata, ma necessita di Layer-2 per scalare, aggiungendo complessità e frammentazione.

In definitiva, la SVM non sostituisce l’EVM: offre una filosofia diversa. Mentre Ethereum ha ottimizzato per accessibilità e decentralizzazione diffusa, Solana ha progettato per prestazioni a livello hardware.

Solana

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