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Smorzando gli entusiasmi sull’ETF in Bitcoin

Smorzando gli entusiasmi sull'ETF in Bitcoin

Smorzando gli entusiasmi sull’ETF in Bitcoin

Il mondo delle crypto è sempre più in attesa messianica della approvazione da parte della SEC dei fondi di investimento ETF in Bitcoin di Blackrock e di altri gestori. Si attende un ritorno all’età dell’oro ante 2021, con trilioni di dollari che fluiscono magicamente verso le verdi praterie (ovviamente facendo ricchi chi si è mosso per primo..).

I rumors danno il mirabile Evento come certo, perché si è diffusa oramai la convinzione che la SEC di Gary Gensler non potrà che prendere una decisione positiva, ossia di approvazione. Il fatto che questo sia in contrasto agli orientamenti sinora tenuti e anche quanto sostenuto da GG nelle audizioni davanti alle commissioni del Congresso Usa non sfiora nessuno. L’attesa dell’Evento è per il 1Q24 , o addirittura, secondo i più ottimisti, poco dopo la Befana.

Due osservazioni:

  • Se ne è parlato talmente tanto dell’Evento che non stupirebbe se il prezzo attuale già inglobasse l’attesa approvazione, per cui almeno nell’immediato avvenisse un calo in forza del vecchio adagio borsistico buy the rumors, sell the news
  • Ma il punto più delicato è altro. Già ne abbiamo accennato alcune settimane addietro in relazione al possibile abbraccio mortale della finanza tradizionale, di cui questi ETF sono senz’altro espressione, al mondo delle cryptovalute.
    Il punto è che le crypto sono nate, e possono svilupparsi, solo se divengono mezzo di pagamento diffuso. Se si verifica un fenomeno di progressiva adozione da parte del grande pubblico. In altri termini, se possono essere usate, e quindi accettate, nella vita corrente per comprare beni correnti, pane, scarpe, benzina etc. Se possono anche essere viste come strumento di tesaurizzazione che non perde valore nel tempo, e che addirittura ne acquisisce. E in questo la natura essenzialmente deflazionistica delle crypto, in forza dei meccanismi di burning e di lost coin, può essere elemento favorevole.
    Se invece venissero monopolizzate da pochi grandi attori finanziari, si darebbe ragione a chi sostiene che sono aria fritta senza basarsi su nulla di concreto. Si tratterebbe davvero di una variante dello schema Ponzi destinato a crollare come i bulbi di tulipani del 600. Ma almeno quelli erano qualcosa di concreto e perlomeno hanno fatto di Amsterdam il maggior mercato di tulipani del mondo. Qui il rischio è che non rimanga molto, oltre a cataste di morti e feriti (virtuali, per carità) qua e là nel pianeta e a qualche capannone di mining rig (così vengono chiamati i centri “produzione” delle crypto) abbandonato in qualche landa perlopiù fredda e deserta.


La domanda di questa settimana alla IA generativa, nella home page, è stata rivolta direttamente con riguardo agli ETF in Bitcoin: Bard, what is your opinion on Bitcoin ETFs?

La risposta di questa settimana è fornita da Google Bard.


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