

Smart contract e kill switch nel Data Act europeo.
Il 27 novembre il Consiglio Europeo ha approvato il controverso European Data Act, volto a “stabilire norme armonizzate sulla messa a disposizione dell’utente di un prodotto o servizio dei dati generati dall’uso del prodotto stesso o di un servizio correlato (omissis……)“.
La nuova regolamentazione, che abbraccia un panorama molto vasto di aspetti tecnico normativi, dedica ampio spazio al tema degli smart contract.
Gli smart contract e kill switch
In ambito blockchain, gli smart contract sono transazioni condizionate al verificarsi di un qualche evento, sia esso predefinito (es., una certa data), sia derivante da input esterno (es., raggiungimento soglie di prezzo di un determinato bene) secondo quanto reso disponibile alla blockchain da una specifica categoria di agent, gli Oracoli.
Il punto centrale, e che costituisce un freno alla diffusione degli smart contract, è che uno smart contract non è interrompibile nella sua esecuzione da parte della blockchain. Uno smart contract è, di fatto, “inarrestabile”, qualunque cosa possa fare.
Gli smart contract sono implementati su alcune blockchain avanzate di seconda generazione, fra cui in particolare Ethereum, Cardano e Solana, ma non su quella più nota, il Bitcoin.
- Nel preambolo n. 104 del Data Act, viene introdotto il concetto di interruzione di uno smart contract dietro mutuo accordo dei contraenti. “La nozione di “contratto intelligente” (smart contract) nel presente regolamento è tecnologicamente neutra. I contratti intelligenti possono ad esempio essere collegati a un registro elettronico(..omissis). Il requisito essenziale teso a garantire che i contratti intelligenti possano essere interrotti e risolti implica il consenso reciproco delle parti all’accordo di condivisione dei dati. L’applicabilità delle pertinenti norme del diritto in materia di protezione civile, contrattuale e dei consumatori agli accordi di condivisione dei dati rimane o dovrebbe rimanere impregiudicata dall’uso di contratti intelligenti per l’esecuzione automatica di tali accordi.”
Il concetto di interruzione concordata viene nel gergo tecnico denominato kill switch. La logica è quella di prevedere la funzionalità di interruzione di uno smart contract, cosa che attualmente non è garantita, e che rischia di essere potenzialmente devastante in caso di errori di codifica o attacchi informatici. Un programma errato non bloccabile perché gira su una blockchain distribuita rischia di fare dei danni pesanti alle parti coinvolte. Magari per un errore banale, uno zero in più o in meno in un importo di cui nessuno si è accorto prima del lancio sulla BC.
Nell’art 36, primi 5 commi, si entra nel dettaglio delle previsioni normative del Data Act in tema di kill switch: Il venditore di applicazioni che utilizzano contratti intelligenti o, in sua assenza, la persona la cui attività commerciale, imprenditoriale o professionale comporti l’implementazione di contratti intelligenti per altri nel contesto dell’esecuzione di un accordo, o parte di esso, di messa a disposizione dei dati, assicura che tali contratti intelligenti rispettino i requisiti essenziali seguenti:
- a) (omissis..)
- (b) cessazione e interruzione sicure, per garantire che esista un meccanismo per cessare l’esecuzione continua delle transazioni e che contratto intelligente comprenda funzioni interne che possano reimpostarlo o trasmettergli l’istruzione di fermare o interrompere il proprio funzionamento, in particolare per evitare esecuzioni accidentali future.
La domanda di questa settimana alla IA generativa, nella home page, riguarda i meccanismi di implementazione degli smart contracts: What are the mechanisms for implementing kill switches?
La risposta di questa settimana è fornita da Google Bard.
