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Un po’ di chiarezza sulla lotta fra SEC e criptovalute – Perché Bitcoin ed Ether restano fuori?


Ai fini di ragionare su questo punto, le criptovalute si possono, molto irritualmente, suddividere in due categorie:

  • Criptovalute “top down” (XRP, BNB, ADA..)
  • Criptovalute “bottom up” (BTC, ETH, XMR..)

Le prime (top down) sono quelle che vedono una organizzazione che ha promosso, ad esempio vendendo come pure regalando, la diffusione della criptovaluta e ne governa il meccanismo del consenso (validazione delle transazioni). La criptovaluta XRP è stata sviluppata ed emessa dalla società USA Ripple Labs.

Nel dicembre 2020, la SEC ha aperto una azione contro Ripple sostenendo che la XRP è una security (obbligazione), emessa appunto da Ripple stessa, e quindi soggetta alla relativa regolamentazione (USA). Due punti disputati nello sviluppo della causa riguardano: i)  il livello di decentralizzazione di XRP successivamente al lancio e ii)  l’attuale meccanismo di gestione del consenso che conserva un certo grado di governo centrale da parte di Ripple. Semplificando al massimo, il primo pende verso Ripple, il secondo verso SEC. Vedremo.

Anche Binance (BNB), oggetto di recente azione sempre da parte SEC, rientra nella categoria “top down” in quanto criptovaluta funzionale (utility token) alla gestione della Blockchain dell’Exchange Binance ed emessa dalla stessa società Binance.

Le criptovalute bottom-up sono invece quelle senza governo centrale, ed in particolare prive di una organizzazione individuabile come issuer. Bitcoin (BTC) è la principale.  Ad esempio, chiunque può fare il download del software e gestire un nodo BTC. Bitcoin con 10.000 nodi, cresciuti “spontaneamente” per iniziativa dei singoli, senza un governo centrale è coperto dal rischio di essere considerato una security (certo che, come ormai noto, il consenso tramite proof-of-work (POW) adottato da BTC paga il prezzo in termini di consumo di energia).

Ether (bottom-up) è un caso più articolato. Fino all’agosto 2022 si basava sul POW, da quel momento in poi è migrata sul proof-of-stake (POS), abbandonando la logica dei nodi paritari (uno-vale-uno). L’energy saving è stato sostanziale (-99%) ma si è perso in decentramento, e se vogliamo in sicurezza, (i nodi più “ricchi” potrebbero condizionare la validità delle transazioni). Almeno in linea di principio, oggi ETH è un po’ più esposta a rischi di contestazioni circa la natura di security.

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