

Le crypto nelle elezioni USA 2024/2
Qualche settimana fa abbiamo parlato delle crypto come uno dei temi, magari non il più centrale, ma comunque presente, della campagna elettorale delle elezioni presidenziale americane 2024.
Sicuramente, è la prima volta che il tema entra fra i temi della campagna. Quattro anni fa nemmeno se ne accennava.
Le stime di cittadini americani che posseggono criptovalute, in assenza di dati ufficiali in un mercato USA ancora quasi completamente deregolamentato, sono ballerini e vanno da un più realistico 7% ad un più funambolico 40%. In ogni caso, sono percentuali almeno degne di nota, che spiegano l’interesse dei candidati a stare sul pezzo.
Donald Trump si è particolarmente sbilanciato a favore dei Bitcoin, dell’industria del mining e contro le central bank digital currency. Anche Biden, che fino a poco tempo fa voleva aumentare la tassazione sui miners, pare meno contrario che in passato.
Certo, The Donald trova terreno più facile, attaccando il rivale e lisciando il pelo al mondo crypto (investitori, miners, sviluppatori) che si sono sentiti attaccati, quando non criminalizzati, nell’era Biden, sia dalla SEC, che si sarebbe arrogata un’azione supplettiva rispetto ad un quadro normativo latitante, sia dalla amministrazione federale stessa. La endless story della SEC vs. Ripple è emblematica, come pure l’approvazione ob torto collo dell’ETF in Bitcoin di Blackrock.
Il sito sole 24 ore ha postato , alcuni giorni fa un interessante podcast sul tema che riprende ed approfondisce quanto sopra e qui reperibile.
