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Sì, la tokenization ha usi reali nella finanza.

Torniamo dopo diverso tempo a parlare di tokenization, riprendendo l’articolo, con questo titolo, apparso sul Financial Times del 20 aprile scorso dove , Michael Roberts, CEO di Corporate and Institutional Banking di HSBC, spiega con chiarezza perché i token hanno un enorme potenziale per trasformare l’ecosistema finanziario nei prossimi dieci anni. Qui di seguito nel riportiamo una sintesi fatta con l’aiuto di Grok.

La tokenization – ossia la creazione di rappresentazioni digitali di asset o denaro su blockchain o distributed ledger technology – sta prendendo piede in settori reali: moneta, obbligazioni, oro, fondi del mercato monetario, immobili e private equity. Molti scettici si domandano quale sia il valore aggiunto rispetto ai sistemi di pagamento elettronico già rapidi in UK, UE e India. Ma Roberts paragona questa obiezione a chi chiedeva a cosa servisse il 5G quando esisteva il 4G.

I primi esempi sono state le criptovalute, spesso volatili. Oggi però dominano forme più stabili: gli stablecoin e soprattutto i depositi tokenizzati, rappresentazioni digitali dei depositi bancari. Da qui sono nate anche le valute digitali delle banche centrali. Gli asset tradizionali vengono sempre più tokenizzati, aprendo nuove possibilità.

I vantaggi sono tangibili. La tokenization  consente pagamenti istantanei, non solo domestici ma anche internazionali, facilitando le transazioni commerciali. Il denaro tokenizzato è inoltre programmabile: con gli smart contract si automatizza il “come, quando e a quali condizioni” il denaro può essere utilizzato, migliorando funzionalità ed esperienza utente.

Un esempio eccellente sono le obbligazioni “digitali native”: il settlement passa da giorni a istantaneo, riducendo rischio e capitale immobilizzato. Gli stessi titoli possono essere usati come collateral intraday (anche per poche ore) e frazionati digitalmente per abbassare la soglia minima di investimento. Anche il commercio internazionale potrebbe trarre enormi benefici: token per bolle di carico, fatture e trade finance con smart contract che garantiscono il pagamento automatico al ricevimento della merce.

Certo, le sfide esistono: servono investimenti in infrastrutture, interoperabilità tra piattaforme, standardizzazione regolamentare e maggiore adozione da parte dei consumatori. Ma i progressi sono già evidenti. A Hong Kong HSBC ha ottenuto una delle prime due licenze per emettere stablecoin; negli USA è stato introdotto un quadro federale; nel Regno Unito la Bank of England propone regole stringenti per proteggere i consumatori.

Per le banche commerciali la tokenizzazione porta sfide ma anche grandi opportunità. I depositi tokenizzati rappresentano un mercato potenziale di oltre 100.000 miliardi di dollari, contro i soli 310 miliardi di stablecoin oggi in circolazione. In generale, token e asset tokenizzati genereranno efficienze operative e risparmi di costi per imprese e consumatori.

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