

La proprietà frazionale. La sfida della tokenizzazione
Proprietà frazionale fa subito arricciare il naso… vengono subito alla mente attriti familiari su beni trasmessi in comproprietà a più eredi o l‘esperienza, perlopiù fallimentare, delle multiproprietà immobiliari dopo il boom degli anni 80.
Niente di tutto questo .. o meglio, molto di più di tutto questo .. qui non si tratta di alcuni o anche decine di proprietari, qui il numero scala di diversi ordini di grandezza, sino a milioni o anche miliardi di proprietari.
Ma andiamo con ordine….
La tokenizzazione degli asset digitali è il processo in base al quale i diritti di proprietà di un asset sono rappresentati come scritture digitali (token) e memorizzati su una blockchain. Ricordiamo sempre, per chi fosse nuovo del blog, che la blockchain è una tecnologia e ci sono una molteplicità di blockchain operative, pubbliche e private. In questi casi, i token possono agire come certificati digitali di proprietà che possono rappresentare quasi tutti gli oggetti di valore, inclusi beni fisici, digitali, fungibili e non fungibili.
Il vero plus è che consolidando l’origine, la distribuzione, il trading, la compensazione, il regolamento e la custodia in un unico layer tecnologico, la blockchain appunto, la tokenizzazione consente un sistema finanziario semplificato ed efficiente.
La tokenizzazione può anche aiutare a migliorare la liquidità per gli asset storicamente illiquidi. Con la tokenizzazione, un asset può essere rappresentato come milioni o addirittura miliardi di token, creando una proprietà frazionata, che può essere successivamente quotata su una varietà di exchange ampiamente disponibili e accessibili. Ciò elimina la necessità di intermediari transazionali ed espande il potenziale pool di acquirenti, mantenendo allo stesso tempo i token legati a un asset unico.
Esempi di tokenizzazione degli asset
- Tokenizzazione di beni del mondo reale: gli asset del mondo reale come le valute nazionali (cosiddette fiat, come dollaro, euro, sterlina etc.), le azioni, i buoni del Tesoro, il credito, le materie prime, i crediti di carbonio, la proprietà intellettuale e le opere d’arte possono essere tokenizzati e registrati su una blockchain. Simili ai warrant sui lingotti d’oro e agli atti immobiliari, sono beni al portatore che danno al titolare un diritto su un bene del mondo reale. La differenza fondamentale rispetto agli asset al portatore legacy è che la tokenizzazione degli asset fisici consente di archiviare, scambiare e utilizzare gli asset come garanzia attraverso le reti blockchain.
- Tokenizzazione di asset digitali: la tokenizzazione degli asset che esistono solo in forma digitale su una rete blockchain è fondamentale per il Web3, soprattutto per casi d’uso come la rappresentazione dei diritti di governance delle DAO e degli asset cross-chain. Poiché sono interamente digitali, gli asset tokenizzati memorizzati su una blockchain consentono al proprietario di detenere l’asset a titolo definitivo, piuttosto che possedere un diritto sull’asset sottostante.
- tokenizzazione delle risorse di gioco: un sottoinsieme della tokenizzazione delle risorse digitali, le risorse di gioco utilizzate nei progetti GameFi o nei metaversi, come maglie di calciatori, corazze di guerrieri etc (skin), armi o valute di gioco, possono essere rappresentate come risorse tokenizzate.
I vantaggi in termini di liquidità sono notevoli. Nei mercati tradizionali, gli eventi finanziari sono generalmente registrati in registri a silos, con conseguenti significative inefficienze di mercato, come l’aumento dei costi e l’allungamento dei tempi di regolamento. Questa mancanza di interoperabilità tra i diversi sistemi rappresenta un’opportunità significativa per la tokenizzazione degli asset per aiutare a risolvere la liquidità frazionata risultante attraverso asset tokenizzati interoperabili.
La tokenizzazione può anche aiutare a migliorare la liquidità per gli asset storicamente illiquidi. Con la tokenizzazione, un asset può essere rappresentato come milioni o addirittura miliardi di token, creando una proprietà frazionata, che può essere successivamente quotata su una varietà di exchange ampiamente disponibili e accessibili. Ciò elimina la necessità di costosi intermediari transazionali ed espande il potenziale pool di acquirenti, mantenendo allo stesso tempo i token legati a un asset unico.
Rischi della tokenizzazione
Ovviamente, come sempre a questo mondo, nulla viene gratis. Anche in questo caso ci sono rischi emergenti.
Primo fra tutti è che stiamo parlando di una tecnologia nella sua fase iniziale. In fasce. Con tutti i rischi di immaturità connessi.
Stiamo innanzitutto parlando, occorre non dimenticarlo mai, di una tecnologia informatica, per cui ricadiamo nei normali rischi IT. Quindi parliamo di rischi cyber, di rischi impliciti nella codifica degli smart contracts, che, alla fine della fiera, sempre programmi informatici sono.
La connessa domanda alla IA generativa (ChatGPT) è postata nella gallery dedicata: Can layer-2 solve blockchain intrinsic performance and scalability issues
