

La Lightning Network per la scalabilità del Bitcoin
È noto, e ne abbiamo parlato alla noia anche su questo blog, come uno dei punti deboli della blockchain Bitcoin e della relativa cryptovaluta sia la bassa velocità transazionale (circa 7 transazioni al secondo, Tps) e gli elevati costi (fee) per l’esecuzione delle transazioni. Il combinato disposto delle due cose, allo stato attuale, rende il Bitcoin inadatto ad essere un mezzo di pagamento comune al pari della moneta elettronica di credito e debito, come era nella idea base del suo ideatore, il mitico e fantomatico Satoshi Nakamoto.
Si tratta di carenze intrinseche della blockchain Bitcoin, non superabili se non a prezzo di uno (inattuabile) stravolgimento dell’architettura di base.
Nel tempo sono state però ideate alcune soluzioni integrative, workaround in inglese, che mirano a superare tali debolezze. C’è un prezzo però. Come invariabilmente capita su questo pianeta, nulla viene gratis. C’è sempre un trade-off, in questo caso fra velocità/costi vs. decentramento/sicurezza.
La soluzione ampiamente più diffusa è la Bitcoin Lightning Network. Si tratta di una soluzione di secondo livello (2nd layer) progettata per migliorare la scalabilità e la velocità delle transazioni. Il trucco, se così vogliamo chiamarlo, è quello di condurre l’operatività delle transazioni off-chain, ossia fuori dalla rete Bitcoin base, con una successiva sincronizzazione dei risultati.
Vediamo come funziona:
- Apertura di un canale: due parti aprono un canale di pagamento creando una transazione sulla blockchain di Bitcoin. Questa transazione blocca una certa quantità di Bitcoin.
- Esecuzione di transazioni: all’interno di questo canale, le parti possono scambiare più transazioni istantaneamente e senza commissioni aggiuntive. Queste transazioni aggiornano il saldo di Bitcoin assegnato a ciascuna parte.
- Chiusura di un canale: Quando le parti decidono di chiudere il canale, il saldo più recente del canale viene trasmesso alla blockchain di Bitcoin. Questa transazione di chiusura ridistribuisce i Bitcoin bloccati in base all’ultimo saldo.
E’ chiaro che gli utenti devono bloccare una certa quantità di Bitcoin il che può limitare la liquidità del sistema. Inoltre, anche se due utenti non dispongono di un canale di pagamento diretto, possono comunque effettuare transazioni tramite nodi intermedi che dispongono di canali, consentendo ai pagamenti di “saltare” attraverso la rete. Questo da un lato è un notevole vantaggio operativo e di costo, ma dall’altro porta tendenzialmente ad concentrazione dei nodi intermedi, il che va contro alla filosofia alla base dei Bitcoin di estrema decentralizzazione.
In definitiva, la rete Lightning mira a risolvere il problema della scalabilità di Bitcoin consentendo l’elaborazione di milioni di transazioni al secondo, superando l’attuale limite di 7 Tps.
La connessa domanda alla IA generativa (ChatGPT) è postata nella gallery dedicata: Are blockchain Oracles auditable objects?
