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Il Metaverso perduto: i visori VR

Visori VR Apple Vision Pro
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Il Metaverso perduto: i visori VR

Il Metaverso inteso come sintesi della triade blockchain, cryptovalute e NFT/Smart Contracts è una cosa per iniziati. Per il grande pubblico o, meglio, per chi ancora eroicamente se ne interessa, si confonde con la realtà virtuale, ossia quella visione tridimensionale generata al computer che a fronte di grandi promesse di interattività paga il pegno di essere legata a tuttora ingombranti visori (anche se è proprio di queste ore l’interesse di Meta/Facebook ad una quota di EssilorLuxottica e chissà..)

E, in effetti, di gente per strada con questi aggeggi, di riunioni aziendali fatte con visori 3d per essere trasportate in conference room remote, ad essere ottimisti, se ne vedono e se ne fanno poche.

I motivi di questo scarso successo commerciale sono molteplici. Il peso e la scomodità di questi apparecchi, il costo, sino a qualche migliaio di euro, certamente non alla portata di tutte le tasche, infine, quello che è il vero boost per ogni innovazione tecnologica: la killer app. In effetti, provato il visore, fatto un giro, come si dice, so what? Fantastico, ma a cosa serve? Manca l’equivalente della mail che ha trasformato internet da un giochetto per nerd brufolosi ad uno strumento diffuso ed insostituibile. Quindi a cosa serve? Killer app cercasi disperatamente.

Il problema ha interessato anche chi è abituato, con i propri prodotti, a fare centro con una certa sistematicità: Apple fra tutti. I piani commerciali dei visori VR e Vision Pro sono saltati, ma la società della mela morsicata non desiste.

Il punto è stato affrontato dal Financial Time in questo lungo articolo uscito il 13 di questo mese.


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