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Hyperledger Fabric: una blockchain per la piccola e media impresa

La blockchain è molto sovente tuttora percepita come una tecnologia appannaggio del mondo finanziario o comunque della grande impresa multinazionale, spesso in associazione viscosa al mondo delle cryptovalute.

Stenta a farsi largo l’idea che sia una tecnologia alla portata della piccola e media impresa, favorendo la trasparenza dei processi produttivi e gestionali, smentendo quel velo di opacità che la tecnologia blockchain ha ancora nell’immaginario collettivo,

In questo contesto si pone Hyperledger della Linux Foundation, un progetto aperto che si propone di diventare per le blockchain quello che Linux è per i sistemi operativi.

Da sgombrare, innanzitutto, il campo da legami di Hyperledger con il mondo delle cryptovalute. Hyperledger implementa una tecnologia permissioned, ossia solo i soggetti autorizzati (fornitori, clienti, etc.) possono accedere alla blockchain. Si tratta di una infrastruttura proprietaria i cui costi di accesso sono regolati off-chain e non necessitano pertanto di cryptovalute per addebitarne gli utilizzi (come, invece, ad esempio Ethereum). I dati restano confidenziali, mentre la tracciabilità è condivisa in modo sicuro e immutabile.

Elementi caratterizzanti riguardano l’assenza di token (cryptovalute) e mining, eliminando la la volatilità e i costi energetici tipici delle reti pubbliche.

Hyperledger è un progetto ombrello, al pari di Linux volendo fare un paragone. Così come per Linux esistono varie distribution (es. Ubuntu), così per Hyperledger esiste una soluzione pensata proprio per le PMI, denominata Hyperledger Fabric. Hyperledger Fabric è una piattaforma permissioned, modulare e altamente performante, ideale per le esigenze delle piccole e medie imprese italiane.

Ma perché le PMI dovrebbero interessarsi a questa tecnologia? Perché l’utilizzo della blockchain può costituire un vantaggio competitivo in ambiti dove la trasparenza dei processi e la velocità può costituire un fattore discriminante. Ad esempio:

– Tracciabilità end-to-end delle materie prime utilizzate

– tracciabilità delle informazioni elementari alla base delle certificazioni industriali.

– Lotta alla contraffazione 

Fabric permette di registrare ogni passaggio produttivo (dalla materia prima al prodotto finito) su un registro distribuito e immutabile. Con gli smart contract (in Go, Java o JavaScript) si possono automatizzare step di processo al verificarsi di determinare condizioni. Ogni lotto riceve un QR code o tag NFC che il cliente può scansionare per vedere l’intera storia del prodotto.

Come sempre accade nei progetti di innovazione, tempi e costi possono variare in misura significativa a seconda delle situazioni. Secondo quanto reperibile in rete, per una PMI si possono ipotizzare 6-12 mesi di implementazioni e 100k euro di costi one off.

E’ infine interessante rilevare che gli investimenti nella tecnologia blockchain rientra negli ambiti di applicazione del cosiddetto iperammortamento (sostitutiva dal 2026 del credito d’imposta Transizione 4.0)

 L’iperammortamento 2026 è una maxi deduzione fiscale che permette alle imprese di dedurre una quota maggiore del costo dei beni strumentali nuovi acquistati, con un considerevole risparmio fiscale.

Questa agevolazione punta a stimolare gli investimenti aziendali, premiando soprattutto quelli orientati all’efficienza energetica, alla digitalizzazione e all’innovazione tecnologica.

Secondo la Legge di Bilancio:

il beneficio è è rivolto agli investimenti effettuati dal 1° gennaio 2026 al 30 settembre 2028.

l’iperammortamento 2026 consente alle imprese di maggiorare il costo di acquisto dei beni strumentali, riducendo così il reddito imponibile e conseguentemente le imposte;

le aliquote di maggiorazione variano in base all’importo e alla tipologia di investimento: ad esempio, 180%, 100%, 50%;

Hyperledger

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