

FOMO, un effetto perfido e insidioso
Gli americani vanno matti per gli acronimi e lo chiamano FOMO.
Gli europei sono più romantici, noi italiani poi raggiungiamo il massimo dell’estasi se riusciamo a infilarci dentro un paio di termini in latino.
Nel caso specifico non ci siamo riusciti e ci dobbiamo limitare a riferirci ad un bucolico parco buoi.
Stiamo parlando del salire sul treno in accelerazione. Il treno in questione è quello delle criptovalute. La trasposizione finanziaria di quel correre in soccorso del vincitore che Flaiano definiva lo sport nazionale.
La Fear Of Missing Out, la paura di esser tagliati fuori, è quella che rischia di portare chi era titubante se entrare in un mercato sconosciuto, innovativo, opaco ad investire in un momento di ascesa parabolica (termine che oggi va per la maggiore e ha sostituito l’esponenziale) delle quotazioni delle criptovalute.
La paura di non guadagnare è sovente più grande della paura di perdere. E qui entrano in gioco i meccanismi psicologici individuali. Se perdi dei soldi è un fatto che può rimanere nella sfera privata personale. Se invece tuo cognato si compra la barca o la casa a Montecarlo con i guadagni fatti e ti sbatte in faccia la tua ignavia e pavidità ad ogni festa comandata diventa un fatto pubblico. E allora la paura di non guadagnare ti porta a rischiare più del dovuto.
Non è diverso da cosa è accaduto in passato con il mercato azionario. Il parco buoi c’è sempre stato, anzi, appunto, il termine viene da lì.
Solo che con le crypto il reward, che in passato è stato veramente stellare, può essere ancora molto grande, ma altrettanto vale per i rischio di dare il giro
Se è vero che la crypto di riferimento, il Bitcoin, è crescita in un anno oltre il 150% è anche vero che siamo ancora a circa il -50% al di sotto del ì massimo storico (ATH-All Time High, per dirla con l’onnipresente acronimo). E a inizio anno eravamo al 22% dell’ATH. Ciò vuol dire che chi ha comprato nell’autunno 2021, al max storico, ad inizio 2023 perdeva quasi l’80% dell’investimento. Da far tremare i polsi più saldi.
E la rete è piena di previsioni mirabolanti e di qualche cassandra fuori dal coro. L’investimento in crypto ha anche una connotazione ideologica, il che non è mai buona consigliera.
Certo, l’ideale sarebbe stato, per chi ci crede nelle cripto, investire con continuità nel tempo per mediare i prezzi. Per chi invece entra oggi, il perfido effetto FOMO è in agguato.
La domanda di questa settimana alla IA generativa, nella home page, riguarda il dibattuto tema della correlazione fra oro e Bitcoin, il cosiddetto oro digitale: Is Bitcoin coupled with gold?
La risposta di questa settimana è fornita da Google Bard.
