

ETF in crypto come se piovesse
Avevamo appena finito di assorbire la tanto attesa approvazione dell’ETF in Bitcoin da parte della SEC (la nostra Consob negli USA) che, fuori dal blu, arriva una approvazione tecnica preliminare dell’ETF (spot) in Ether, la cryptomoneta nativa della blockchain Ethereum. È vero che come detto si tratta di approvazione di alcuni aspetti tecnici, ma aprono la strada, nelle prossime settimane e mesi, anche al collocamento e scambi, ossa una approvazione completa.
Sorprende perché i rumors di contorno erano orientati al pessimismo e niente lasciava presagire questo sviluppo e questa accelerazione da parte della SEC.
Ma il vero aspetto interessante è nel contenuto della decisione. Il punto nodale è, infatti, che la SEC stessa esprime con relativa chiarezza, forse poteva farlo meglio ma accontentiamoci, che Ether non è una security (ossia, un titolo finanziario) bensì una commodity, ossia un bene fungibile come le granaglie, il rottame di ferro o l’aspirina.
Non è banale, perché così facendo pone Ether, e di conseguenza le crypto correlate, fuori dalla propria giurisdizione, limitata la mondo finanziario, e demandandola ad altra agenzia federale USA.
C’è un piccolo caveat che però non inficia la portate globale della decisione. Il prezzo da pagare all’istituzione finanziaria. A stretto rigore, la definizione di non-security vale per gli Ether unstaked, ossia per quelli che non sono conferiti in staking pools, o per dirla meno tecnicamente, non messi a reddito per un predeterminato interesse annuale e pertanto conservati in wallet privati o tramite exchange..
Parrebbe che la politica USA, che sta assumendo una postura meno ostile al mondo crypto/blockchain, possa aver influenzato la determinazione e parimenti reso più difficile la posizione del Presidente SEC Gary Gensler che si è sempre speso in avversione a questo mondo.
Ad esempio, l’ex presidente Donald Trump ha recentemente cambiato la sua posizione sulle cryptovalute, pubblicando post di sostegno sui social media e iniziando persino ad accettare donazioni in crypto per la sua nuova campagna presidenziale del 2024 (pecunia non olet)
Ed è possibile che una determinazione siffatta possa avere conseguenze anche in tema di controversia Ripple-Sec, dove l’argomento discriminante è proprio se la crypto XRP sia una security o meno.
La vicenda ha ricevuto copertura dalla stampa internazionale specializzata. Ad esempio Forbes on line a questo link.
In Italia il Sole24ore ha pubblicato un articolo il 24 maggio, riportato qui sotto.
La connessa domanda alla IA generativa (ChatGPT) è postata nella gallery dedicata: Are blockchain Oracles auditable objects?
