Cryptovalute…che paura!
E’ inutile girarci intorno, martedì 4 novembre 2025 le cryptovalute hanno preso una gran bella botta. Il Bitcoin è sceso sotto la soglia psicologica dei 100k$, trascinandosi dietro tutto il comparto. Quando succedono queste cose ci immaginiamo la soddisfazione dei pavidi (o dei saggi?) che hanno sempre guardato con distacco (o perso il treno?) il settore, con una sommessa reprimenda “l’avevo detto io…”.
Poi, per carità il Bitcoin e le altcoin (le crypto diverse dal Bitcoin) hanno recuperato, ma è comunque distante anche solo dai valori del weekend, per non parlare dei massimi di 6 ottobre, giusto un mese fa che sembra un secolo.
A cosa è dovuto questa caduta verticale? Più avanti faremo qualche osservazione più specifica, ma il punto generale è che il Bitcoin, e tutto il comparto crypto, è oramai assimilato al settore tecnologico, con le quotazioni che si muovono di conserva, e con buona pace della narrativa che vorrebbe il Bitcoin come nuovo oro digitale.
Ci sono indicazioni da più parti che portano a vedere come le attuali quotazioni del comparto Tech, Artificial Intelligence, Quantum Computing e Cloud fra tutti, come in fase di bolla speculativa con ipotesi di correzione delle quotazioni dell’ordine del 15-20%. Una sorta momento dot.com, ricordando l’epopea dei titoli tecnologici di inizio millennio.
E ovviamente stiamo sempre parlando di Wall Street. Perché, piaccia o no, il cuore tecnologico, e non solo tecnologico, nel caso delle cryptovalute anche anche normativo (di stimolo, non di frenata), è e rimangono gli Stati Uniti (di Trump).
E in effetti quella del 4 novembre è stata anche una seduta critica per l’intero comparto tecnologico. Solo che, come abbiamo scritto qualche settimana fa, quando i titoli tecnologici starnutiscono … le cryptovalute prendono il raffreddore. I titoli tecnologici hanno recuperato buona parte delle perdite, mentre le cryptovalute sono ancora a leccarsi le ferite.
Entrando un pò più nel dettaglio, i principali fattori che hanno indotto lo scivolone dell’altro giorno essere riassunti in:
- Dinamiche tecniche di mercato che hanno visto la liquidazione massive di posizioni con eccessivamente a leva;
- Timore della bolla tecnologica, in stile dot.com, ancora molto chiara agli investitori con almeno qualche capello grigio;
- Warning di sopravvalutazione di Wall Street rispetto ai riferimenti storici. E pure Warren Buffer ci ha messo del suo, vendendo titoli a man bassa.
- Shutdown del governo USA che ha creato incertezza e rallentato iter normativi favorevoli al mondo crypto.

