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Buon anno a tutti – Recap 2024 e Outlook 2025

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Buon anno a tutti – Recap 2024 e Outlook 2025

Nel 2024 iniziavamo l’anno con una attesa quasi messianica di un paio di eventi.

Prima fra tutti, l’approvazione, del fondo di investimento ETF in bitcoin di BlackRock da parte della SEC (la Consob USA). Approvazione poi effettivamente avvenuta, seppure ob torto collo, bei primi giorni di gennaio. Questa ha determinato il primo grande balzo nelle quotazioni ed ha  gettato il peso del più grande fondo di investimento del pianeta sul settore delle crypto,  sino a quel momento guardato con grande scetticismo, quando non apertamente osteggiato, dalla finanza tradizionale.

In secondo luogo, il programmato halving (dimezzamento) quadriennale dei compensi per la generazione (mining) dei Bitcoin. Alla fine, però, l’halving non ha prodotto nessun balzo di rilievo rilevo delle quotazioni. D’altronde, aspettarsi fuochi di artificio solo perché accaduti in passato in circostanze analoghe è sempre perlomeno ardito.

E ora, invece, per il 2025?

Beh, la presenza al timone del duo D. Trump-E. Musk, il vero cigno bianco che ha cambiato la narrazione del 2024, è in un certo senso una garanzia, per quanto il nuovo Presidente non sia certo nuovo ad  improvvise inversioni a U, anche in tema di crypto.

Beh certo, poi sul piatto c’è la proposta della senatrice  del Wyoming Cynthia Lummis, oscura ai più sino a poco tempo fa, di  costituire, accanto all’oro, una quota di Bitcoin nell’ambito della riserva strategica nazionale. Però è difficile dire quanto questa proposta, nata sulla scia delle affermazioni di Donald Trump in campagna elettorale, possano trovare concreta realizzazione. Certo che, se così fosse, il colpo sarebbe epocale.

Sulla golden girl delle blockchain, Ethereum e la relativa crypto Ether (e le affini Solana, Cardano etc.), calma piatta. Difficile immaginare, nel 2025, nugoli di smart contracts vorticanti a cambiarci la vita. Comunque esploreremo, nelle prossime settimane, ancora la tecnologia della tokenization immobiliare già approcciata nel finire dell’anno passato.

Rimane Ripple. E qui è interessante vedere se, con l’uscita di Gary Gensler dalla SEC si avranno dei cambiamenti nell’atteggiamento della Commission nella causa legale che, trascinandosi da anni, ha affossato la crypto XRP (che come si ricorderà è indirizzata ai trasferimenti interbancari). XRP è una possibile concorrente all’onnipresente sistema dollarocentrico SWIFT, vero fulcro del potere USA, tanto osteggiato dai BRICS e minacciato dal processo di dedollarization che questi Paesi vorrebbero portare avanti. In ogni caso, dalla notizia del cambio al vertice della SEC,  XRP ha guadagnato in pochi giorni il +500% (per poi ritracciare all’attuale +400%, che comunque rimane niente male).

Nel nuovo anno, un occhio ogni tanto potremo buttarlo anche ai progetti innovativi, Worldcoin fra tutti, non fosse altro che dietro c’è Sam Altman (OpenAI e ChatGPT) e non tutto il mondo ha la stessa resistenza all’innovazione della nostra superpotenza burocratica. Un occhio, infine, anche agli Oracoli Chainlink e Pyth Network, se mai gli smart contracts si scuoteranno dal torpore ed avranno bisogno di informazioni attendibili di cosa accade nel mondo reale, fuori dalle blockchain.

Staremo a vedere, sperando di non incontrare nel corso dell’anno un cigno, questa volta nero. Conforta,  per quel che vale, che il Financial Times  dell’ultimo giorno dell’anno passato, nell’ambito delle previsioni 2025, dia il Bitcoin a $200k entro fine 2025, mentre i più arditi cryptofan già ricominciano intimamente a confidare nella famosa, ancorché  ormai postuma e scaduta, previsione di John Mc Afee.

Recap 2024 e Outlook 2025

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