Bitcoin per tutto e tutti…Botanix ci riprova
Chi ci segue da tempo avrà letto tante volte su questo blog dei limiti strutturali del Bitcoin.
La prima cryptovaluta, la più famosa e quella con la maggiore capitalizzazione(2.3 trilioni di dollari al momento di scrivere), era nata in base a ideali libertari, con l’obiettivo di diventare un mezzo di pagamento decentrato, libero dagli ipercontrollati canali bancari tradizionali. Peccato però che il Bitcoin abbia un limite strutturale intrinseco di massimo 10 transazioni al secondo (in favore di vento) e una latenza media di almeno 5 minuti. Ovviamente, incompatibile con un mezzo di pagamento diffuso fuori dalla cerchia di nerd di un campus o di una strada della Silicon Valley. Tanto per capirci, vale ricordare che, a livello worldwide Visa, ne gestisce ogni secondo oltre 60mila, cioè quasi 10mila volta di più.
Negli anni si è provato con vari accrocchi a superare questi limiti, di cui il più famotivi non è mai decollata.
In questi giorni è uscita la notizia di un nuovo tentativo di superare i limiti del Bitcoin da parte della rete Botanix, sviluppata da Botanix Labs. Anche in questo caso non si tratta di una modifica della blockchain Bitcoin, oramai praticamente immodificabile considerate le dimensioni raggiunte, ma di una rete parallela (Layer 2 in gergo tecnico) che si sincronizza, diciamo così, con la blockchain Bitcoin vera e propria. La capacità transazionale (Tps, transactions per second) attesa non è stata per ora resa nota da Botanix Labs, ma il tempo di latenza passerebbe da 10 minuti a 5 secondi, un bel salto. Anche il costo per transazione, un altro punto debole della blockchain bitcoin risulta favorevole in quanto sarebbe abbattuto a pochi centesimi o addirittura a frazioni di questi.
Un altro obiettivo, non meno importante è quello di portare gli smart contracts su bitcoin. Funzionalità oggi del tutto assente nella blockchain della principale cryptovaluta. In altri termini, si tratta di portare su Bitcoin le funzionalità di Ethereum o per dirla in termini tecnici di rendere Bitcoin compatibile con la macchina virtuale di Ethereum (EVM, Ethereum Virtual Machine). Questo consentirebbe la replica e l’implementazione su Bitcoin di applicazioni e smart contract basati su Ethereum. Questo aspetto può apparire arcano e distante dagli utenti finali che al massimo investono in bitcoin, ma sarebbe un passo importante, in quanto aprirebbe a Bitcoin l’ecosistema di soluzioni di finanza decentralizzata che si sta creando a ritmo sempre più veloce e che in futuro (quanto prossimo?) dovrebbe fornire servizi diffusi e, secondo gli entusiasti, rivoluzionare la finanza tradizionale..
Comunque, Metablog seguirà le evoluzioni di Botanix e vi terremo aggiornati!

