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Bitcoin, il limite di 7 transazioni al secondo (TPS)

Bitcoin 7 transazioni al secondo
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Bitcoin, il limite di 7 transazioni al secondo (TPS)

I parametri base dei sistemi di pagamento elettronici sono velocità, capacità transazionale, sicurezza e costo.

Bitcoin è forte in uno su quattro, debole in due e debolissimo nel restante, la capacità transazionale.

La blockchain di Bitcoin, per la soluzione architetturale adottata (Proof of Work) che privilegia la sicurezza, ha una capacità di gestione di circa 7 transazioni al secondo (TPS). A livello worldwide. Vuol dire che su questo pianeta non possono essere compiute più di 7 transazioni Bitcoin ogni secondo.

Risibile.

Tanto per avere un termine di paragone, il circuito Visa ha una capacità di quasi 50000 TPS. Paypal nello scorso periodo natalizio (2023) ha gestito picchi di 200000 TPS. Insomma, un altro pianeta.

E quindi? Valori di questo tipo sgombrano il campo da qualunque ipotesi di Bitcoin come mezzo di pagamento nel day by day. Rimane aperto il tema di Bitcoin come tesaurizzatore di valore che certamente richiede una capacità transazionale ben più limitata rispetto al commercio retail. 7 TPS sono comunque poche qualora Bitcoin assumesse anche solo la veste di strumento di investimento diffuso, l’oro digitale come definito da più parti.

E allora, il tanto discusso Bitcoin rischia di arenarsi banalmente su questo difetto all’origine?

Quello transazionale è un problema intrinseco della tecnologia blockchain. Anche la crypto cadetta, Ether (la crypto della blockchain Ethereum), ha una capacità nativa di non più del doppio di Bitcoin, di circa 15 TPS. Ancora distante anni luce da una qualsiasi ipotesi di adozione pratica.

Blockchain Layer-2

Sopra si è accennato alla capacità nativa, il che fa intendere l’esistenza di una strada per approcciare il problema. Esistono intatti soluzioni derivate che mirano a risolvere il problema. Sono le cosiddette blockchain Layer-2, ossia di secondo livello. Le soluzioni tecnologiche possibili sono diverse, ma in sostanza si tratta di catene laterali che si sincronizzano in qualche modo e tempi con la catena principale per garantirne la consistenza.

Ovviamente, nulla viene gratis. Anche qui è questione di trade-off. Si guadagna da una parte e si perde da un’altra.

E’ il caso della rete lighting del Bitcoin, che affronta efficacemente il tema della capacità transazionale a scapito però di problematiche di sicurezza che stentano ad essere superate e che ne stanno ritardando l’adozione.

Ben più efficaci ed avanzate sono, invece, le blockchain di layer 2 di Ethereum, sulle quali si sta basando un fiorente ecosistema di soluzioni tecnologiche.


La connessa domanda alla IA generativa (Google Bard) è postata nella gallery dedicata: Is Bitcoin’s 21 million maximum supply immutable?


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