Abbiamo provato a fare un test con l’AI di ChatGPT mettendo in relazione due ambiti idealmente ancora distanti fra loro.
La richiesta è stata di elaborare su “Audit in the Metaverse”, tema di per sé non facile, considerando che il concetto di Metaverso non è consolidato in una definizione riconosciuta ed accettata e che lo stesso audit è comunque ambito perlomeno specialistico.
Abbiamo ripetuto l’interrogazione due volte a distanza di due settimane. Complessivamente, il test si è sviluppato nell’arco di quasi un mese.
I risultati sono interessanti.
Il 22/2: ChatGPT ha dato una risposta sicuramente coerente anche se un po’ scolastica, si direbbe tratta da un manuale di audit tecnico.
Il 4/3: la risposta dell’AI si è articolata, approfondita, entrata più nel dettaglio, rimanendo però sempre in un approccio prettamente tecnico. Nel farlo ha espresso temi non banali in termini di smart contracts, ma anche introdotto concetti come la duplicazione di asset che non sono immediati nel Metaverso e fanno pensare ad un approccio mutuato da altri ambiti dove il rischio è molto più concreto. Anche l’ownership of assets parrebbe derivata da contesti più tradizionali.
Il 19/3: cambio di paradigma. La risposta di ChatGPT ha assunto un taglio di livello molto più alto. È riconoscibile un’attenzione importante ai temi di compliance e di etica, così come pure di responsabilità sociale e regolatori. Rimane il tema della proprietà e del trasferimento degli asset, ma è interessante che dedica un paragrafo intero alle competenze necessarie agli auditor nel Metaverso.
Quello che più sorprende è la rapidità di crescita del livello delle risposte. In un mese si è passati da un livello tecnico scolastico ad uno decisamente più rotondo e “manageriale”. A scanso di equivoci, anche se è superfluo, è chiaro tutto questo è nulla dice e comunque è anni luce distante rispetto alla capacità di eseguire operativamente un audit nelle sue diverse fasi.
