

Abbiamo provato l’ORB del progetto Worldcoin (ora World Network)
Il progetto Worldcoin è un progetto ambizioso, lanciato nel 2019, basato sull’idea di realizzare uno strumento per provare, in rete, l’umanità, ovvero l’appartenenza al genere umano, degli utenti.
Messa così sembra una follia, ma i cosiddetti CAPTCHA che ben conosciamo altro non servono proprio che a dimostrare che dietro una tastiera c’è un essere umano e non un bot, ossia un programma software che emula il comportamento umano. Tuttavia, con lo sviluppo della intelligenza artificiale le scritte distorte od offuscate, le fotografie tagliate et similia rischiano di essere presto inadeguate allo scopo.
In questo contesto, nasce il progetto Worldcoin/World ID, che nelle intenzioni del team fondatore dovrebbe consentire di verificare in modo anonimo che l’interazione uomo-computer avviene effettivamente con un essere umano reale e unico (e non un bot).
Nelle prime righe del white paper “A New Identity and Financial Network“ è indicato l’obiettivo generale del progetto: World Network was founded with the mission of creating a globally-inclusive identity and financial network, owned by the majority of humanity. If successful, World Network could considerably increase economic opportunity, scale a reliable solution for distinguishing humans from AI online while preserving privacy, enable global democratic processes, and show a potential path to AI-funded UBI.
Worldcoin è stato fondato da Sam Altman, il CEO di by OpenAI (ChatGPT), Max Novendstern, and Alex Blania, e ha raccolto fondi per $250 milioni da parte di imprese di venture capital, fra cui Andreessen Horowitz and Khosla Ventures,
La World ID si basa sulla scansione della retina tramite una lucente apparecchiatura dedicata, appunto l’ORB, che abbiamo provato a Monaco di Baviera.
Perché andare a sino a Monaco di Baviera? Perché la scansione della retina ha fatto sollevare più di una perplessità ai Garanti Privacy della maggior parte dei Paesi europei ed è attualmente autorizzata solo in Germania, Austria e pochi altri.
Quindi abbiamo prenotato la scansione nell’unico posto disponibile nella città, un negozio dell’Operatore Mobile O2 nella zona centrale, all’inizio della Bayerstrasse.
Abbiamo presentato agli addetti, due ragazzi giovani fluenti in inglese, il QR-code dell’appuntamento e dopo una rapida procedura di startup dell’apparato tramite App sul nostro cellulare abbiamo proceduto allo scanning della retina fissando l’obiettivo dell’ORB.
Dopo poco istanti l’App ha confermato la corretta esecuzione del procedimento.
Il tutto ha richiesto una manciata di minuti in un processo lineare e senza intoppi.
Come previsto non ci è stato richiesto alcun documento (che peraltro non avremmo in alcun modo fornito) per cui viene salvaguardata la anonimità della scansione (o meglio, del codice hash della scansione stessa, in quanto nelle declaratorie di progetto è chiaramente indicato che l’immagine originaria viene immediatamente cancellata e non conservata in alcun modo. Speriamo.).
Dopo pochi istanti dal completamento abbiamo anche ricevuto l’accredito della Cryptovaluta Worldcoin. Sì, perché, come si capisce dal titolo, è anche prevista una criptovaluta di progetto che, per ovviare ai tipici problemi di cold start, viene rilasciata appunto a chi effettua la scansione della retina.
Per carità, pochi soldi, almeno ai valori attuali, ma chissà se il progetto dovesse prendere piede.
Ma tutto questo, criptovaluta a parte, a che cosa serve? Quali sono gli use case? In questo momento assolutamente a nulla di pratico. Ovvero, l’unico utilizzo è connesso alla governance, ossia all’indirizzo e gestione generale, del progetto stesso. Ma che sottende un aspetto potenzialmente di grande interesse, in quanto alcune scelte di progetto possono essere sottoposte al voto on line da parte della comunità di utenti verificati, ad oggi oltre 8 milioni di persone a livello mondo. Il tutto trasparente in quanto registrato sulla blockchain (Ethereum). Con buona pace delle nostrane piattaforme di democrazia diretta.
