

12 mesi di cryptovalute
Un anno fa valeva 26k$ oggi 58k$. Parliamo del Bitcoin, la principale fra le cryptovalute.
Più del 100% annuo non è sicuramente male. Questo in termini bruti del valore anno su anno.
Poi andando nel dettaglio dell’andamento delle quotazioni alcune osservazioni possono essere fatte.
La prima è che un anno fa ancora si sentivano le conseguenze dell’annus horribilis del 2022 per tutte le cryptovalute (il valore di uscita dal 2022 era stato di 16k$ per Bitcoin) e che quindi la si partiva da un valore relativamente basso.
Un’altra è che fra gennaio e aprile di quest’anno sono occorsi due eventi piuttosto eccezionali che hanno contribuito a sostenerne il valore.
Il primo è stata la attesa approvazione, da parte dell’organo di controllo dei mercati finanziari USA (SEC), il 10 gennaio 2024, del fondo ETF in Bitcoin di BlackRock, il più grande gestore di fondi di investimento al mondo. Era un evento su cui si vociferava e speculava da almeno 6 mesi, anche da più tempo negli ambienti informati, ma che ha trovato approvazione formale solo ad inizio 2024.
L’altra era l’atteso halving, il dimezzamento del premio, chiamiamolo così, per il mining del bitcoin che nei precedenti 4 casi, aveva determinato una corsa al rialzo, una bull run in gergo.
Sulla scorta di questi eventi, a marzo 2024 il Bitcoin aveva trovato un nuovo ATH (All Time High) poco oltre i 73k$.
Però esaurita questa spinta, il valore della crypto regina ha imboccato una lenta ma relativamente costante discesa che ha appunto portato ai 58k$ odierni.
Era prevedibile. In un certo senso sì, avevamo messo in guardia su questo blog, con la domanda: esauriti i due eventi, importanti certamente, ma one-off , cosa sarebbe rimasto?

Perché ribadiamo ancora una volta, se le crypto, ed il Bitcoin fra tutte, hanno un futuro è nella adozione diffusa o come mezzo di pagamento (e qui per il bitcoin si aprono molti interrogativi già esplorati in altri post) o come riserva di valore. Ma devono progressivamente uscire dalla cerchia iniziatica e andare verso un utilizzo di massa. E cosa potrebbe servire ad accelerare il processo? Quella che in gergo è chiamata la killer application e che è proprio quello che manca nel caso delle crypto. La killer app, che per il mondo internet è stata la e-mail (e, più sommessamente, il porno). La mail ha portato uno strumento ad effettivo valore aggiunto alla portata di tutti, tanto che oggi non si potrebbe pensare il mondo senza mail. Nel caso delle crypto, l’equivalente non pare ancora all’orizzonte.
